Misterioso furto al “Pigafetta”
IL CASO. I ladri hanno anche mandato in tilt l'impianto elettrico e di riscaldamento: ieri mattina la scuola era gelata. Dalla segreteria rubati 1300 euro per un progetto sulla Shoah L'ufficio è sempre chiuso a chiave eppure la porta non era forzata
Vicenza. Distributore automatico manomesso, impianto dell'elettricità e del riscaldamento mandato fuori uso e 1.300 euro che dovevano servire per realizzare un progetto sulla Shoah spariti. Un furto, quello messo a segno al liceo Pigafetta di via Pasquale Cordenons, che presenta tante, forse troppe coincidenze sospette. Tutto fa pensare, insomma, che chi ha agito sia andato a colpo sicuro. I ladri sono riusciti ad entrare nell'ufficio della segreteria che è sempre chiuso a chiave, eppure la porta interna non presenta segni di effrazione. Non sembra che abbiano rovistato nei vari cassetti delle scrivanie, ma avrebbero aperto solo quello dove c'era la busta con i contanti. I soldi, poi, erano stati depositati solo il sabato mattina perché l'insegnante avrebbe dovuto partire ieri per una gita scolastica. Infine l'accesso alla scuola: sembra che i malviventi siano entrati forzando una porta laterale ma è stato notato che l'accesso principale non era chiuso con quattro mandate come sempre ma solo con due. LA SCOPERTA. Il furto al Pigafetta è stato scoperto dal personale della scuola ieri mattina, prima delle 8. Quando i dipendenti sono arrivati si sono subito accorti che mancava l'elettricità e che la scuola era al freddo. Sono scattati i controlli e ci si è accorti che un distributore di bevande era stato scassinato. Inspiegabilmente solo uno è stato manomesso. All'interno dell'istituto ce ne sono almeno una decina ma tutti gli altri erano perfettamente integri. La sorpresa peggiore, però, è arrivata solo più tardi quando ci si è resi conto che tutti i soldi raccolti dagli studenti per un progetto sulla Shoah erano spariti. SCUOLA AL FREDDO. I ladri non si sono limitati a portare via i soldi. Hanno manomesso pure il quadro con i comandi per l'interruzione della corrente. Quadro che dovrebbe essere aperto solo dai vigili del fuoco in caso di emergenza. «Sembra che l'interruzione sia scattata nelle prime ore di domenica mattina - ha spiegato il dirigente scolastico Antonio Mingardi - Subito è stato dato l'allarme alla Provincia che è intervenuta con tempestività per ripristinare il servizio. Certo, nella prima ora di lezione c'è stata un po' di confusione, ma tutti gli studenti, bisogna ricordarlo, si sono comportati in modo molto responsabile e, già dalle 9 in poi, le lezioni hanno potuto svolgersi regolarmente e, gradualmente, le aule sono tornate a riscaldarsi». IL GIALLO. Ieri mattina il preside ha subito sporto denuncia ai carabinieri. «Ci sono molti aspetti oscuri che devono essere chiariti - ha considerato -. I ladri erano interessati solo ai soldi, infatti computer e materiale elettronico non è stato toccato. Bisognerà capire come siano riusciti ad eludere il sistema di sorveglianza e, soprattutto, come siano riusciti ad entrare in un ufficio che viene sempre chiuso a chiave. La porta, inspiegabilmente, non è stata scassinata. L'ufficio, inoltre, non era a soqquadro. Sembrava piuttosto che i ladri sapessero quale fosse il cassetto da aprire. Cassetto dove, proprio qualche ora prima, erano stati depositati tutti quei soldi».
Claudia Milani Vicenzi
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