Mugaen, un rock sperimentale manifesto della voglia di ricerca
Vicenza. Ultima settimana di votazioni per Vicenz@NetMusic 2010, che si avvicina rapidamente alla conclusione.
E oggi siamo a presentare il quartultimo gruppo finalista della rassegna de Il Giornale di Vicenza, che dopo il periodo di "gara" si aprirà ai concerti importanti per quanto riguarda l'estate live vicentina. Ricordiamo che i gruppi migliori parteciperanno a manifestazioni importanti come Ferrock a Vicenza, Rockando a Povolaro e Festival Città del Palladio a Recoaro Terme.
Oggi sulle pagine del quotidiano e sulla home page del sito (www.vicenzanetmusic.it) parliamo di una formazione che ancora una volta interpreta rock, ma questa volta in versione sperimentale: quella dei Mugaen.
Ascoltando il brano che hanno presentato alla kermesse, "Waiting for the dawn", ci si rende ben conto della loro passione per la ricerca nell'ambito musicale.
La formazione, che viene da Caldogno, è composta da Mattia Zorzi alla voce, Giuseppe Motta alla chitarra elettrica, Giuseppe Malinconico alle tastiere e Federico Kim Marino alla batteria.
La loro pagina MySpace si trova all'indirizzo www.myspace.com/mugaen, per avere qualche informazione in più sull'attività che svolgono anche dal vivo.
Gli stessi componenti della band confermano che il loro è un progetto musicale fortemente orientato alla sperimentazione.
La ricerca musicale è volta a creare un sound travolgente e d'impatto, ultra-moderno e caratterizzato da armonie e strutture ritmiche ricercate. Il tutto nasce dalla sinergia di tre giovani musicisti interessati ai generi musicali più creativi, che si arricchisce della inconfondibile estensione del vocalist.
Già dal nome che i quattro hanno scelto per la loro formazione si può capire quanto la ricerca sia importante: Mugaen, infatti, è un termine giapponese che indica l'infinito.
Ma la passione artistica della band non è fine a se stessa o troppo orientata a creare qualcosa di autoreferenziale: obiettivo comune dei musicisti è infatti trovare punti di incontro fra l'ascoltatore tipico e la sperimentazione musicale più totale. S.R.
