HAMPTON COURT PALACE «La Vos vista qui può fare il bis. Ma ci sono anche altre alla par

01/08/2012
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L'olandese Marianne Vos l'oro della prova su strada

HAMPTON COURT PALACE «La Vos vista qui può fare il bis. Ma ci sono anche altre alla pari con Marianne. Noi non abbiamo assillo del risultato. Siamo serene, qui ci sono delle grandi specialiste». È stata una vigilia tranquilla per Tatiana Guderzo, che oggi prenderà parte per l'Italia assieme a Noemi Cantele per la cronometro olimpica di ciclismo. Alla gara maschile invece c'è il solo Marco Pinotti. «Non abbiamo ambizioni di podio, sappiamo quali sono i valori in campo» spiega la Guderzo. Per lei e la Cantele la corsa contro il tempo si snoda lungo 29 km. «Cercheremo di dare il meglio per onorare la maglia che portiamo» continua. Marianne Vos, la Cannibale del ciclismo in gonnella, dopo aver stravinto la gara su strada è tra le sicure favorite anche della cronometro. Ma non è l'unica, perché ci sono anche altre specialiste. Anzitutto Pooley e Armitstead, che sognano sempre di regalare un oro alla Gran Bretagna, poi la canadese Hughes e la tedesca Arndt. La gara si articola attorno a Hampton Court Palace, una vecchia residenza reale a sud-est della capitale. Potrebbe essere ancora una volta condizionata dal maltempo. «Speriamo non piova. I ragazzi hanno corso con il sole, noi sotto il diluvio. Non vorrei che sia io quella che porta sfortuna..». Se le donne dicono di non avere ambizione di podio, per gli uomini le speranze sembrano ancora inferiori. Pinotti pur essendo uno specialista avrà contro campioni più forti di lui. E tutta una nazione che farà un tifo indiavolato per il suo eroe, Bradley Wiggins. Dovesse vincere una medaglia diventerebbe il britannico più medagliato della storia alle Olimpiadi superando il record nientemeno di sir Steve Redgrave. La leggenda del canottaggio è fermo a sei medaglie, Wiggins potrebbe arrivare a sette. «Posso vincere la mia quarta medaglia d'oro» ha detto il vincitore del Tour. Per l'Inghilterra sarebbe comunque un traguardo storico, vincesse l'oro sarebbe l'apoteosi. La squadra britannica di ciclismo su pista, peraltro, ha una nuova arma nella sua corsa verso il podio: pantaloncini scaldamuscoli alimentati a batteria, che mantengono le gambe dei ciclisti a una temperatura ottimale di 38 gradi. «Credo diventerà parte del ciclismo su pista», ha dichiarato Esme Taylor, la fisiologa della squadra britannica che ha contribuito allo sviluppo della nuova tecnologia: «Specialmente vedendo come gli atleti ormai si sono abituati a portarli. Li considerano parte del loro riscaldamento adesso e per noi è la prova di quanto funzionino bene». I pantaloncini sono frutto di uno studio di quattro anni condotto da British Cycling, dalla Lougfhborough University e dalla Adidas. La loro realizzazione è stata tenuta segreta fino alle vigilia dei Giochi, dopo che gli allenatori si sono resi conto del loro potenziale. «Si scaldano quasi subito, sono fantastici», ha detto Victoria Pendleton, la sprinter vincitrice di medaglia d'oro ai Giochi di Pechino.




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