Brighenti per marcare e Bianco per crossare
GLI ALTRI DUE ACQUISTI. Il difensore arrivato dal Viareggio gioca terzino destro, il laterale prelevato dal Grosseto affonda sulla fascia mancinaIl primo è cresciuto con il modello-Maldini e ha già esordito, il secondo invece aveva il mito Roberto Carlos
Non è stato semplice convincere il direttore sportivo del Viareggio, Giovanni Dolci, a lasciar partire Nicolò Brighenti: «In effetti inizialmente avrebbe preferito che concludessi il campionato lì - conferma il nuovo numero 5 biancorosso, classe 1989, acquistato in comproprietà dal Chievo -poi però si è reso conto che per me questa era un'occasione troppo importante e ha dato il consenso al trasferimento». Neanche il tempo di arrivare ed ha subito debuttato in serie B, a Torino. Com'è andata? «Non me lo aspettavo, mi ha fatto molto piacere disputare la prima partita con questa nuova maglia, ringrazio il tecnico per la fiducia. Adesso voglio lavorare bene in allenamento per inserirmi subito nel gruppo e negli schemi di gioco». Si sente più a suo agio in una difesa a quattro o a tre? «A Viareggio giocavamo a tre e ho fatto sia il centrale di destra sia l'esterno senza problemi. Il mio ruolo puro forse sarebbe proprio quello del terzino destro, ma mi è capitato di giocare anche dalla parte opposta, all'occorrenza». Ha un modello di riferimento? «Da ragazzino il mio giocatore preferito era Paolo Maldini». La preoccupa il fatto che si dovrà lottare per la salvezza? «Per me che vengo dalla serie C e ho tanto da imparare, è comunque una promozione. Voglio sfruttare al meglio questa occasione per crescere».F. G. Il jolly della fascia sinistra. Gianluigi Bianco, esterno mancino classe 1989, arriva a Vicenza in prestito dalla Sampdoria con diritto di riscatto della metà del cartellino. Nell'operazione al Grosseto è andato in prestito Misuraca. Indosserà la maglia numero 83. «Quando il mio procuratore mi ha detto che c'era l'interessamento del Vicenza, non gli ho fatto nemmeno finire la frase - racconta - venire qui, per un giovane come me, è la soluzione ideale. Credo sia una delle scelte più giuste che abbia fatto da quando gioco a calcio». Si considera più difensore o più centrocampista? «Entrambe le cose. Sono un esterno di sinistra, mi trovo ugualmente a mio agio nel coprire e nello spingere a tutta fascia. Tra i miei miti da bambino, del resto, c'era Roberto Carlos». Lo sa che Cagni da quando è arrivato a Vicenza ripete che vorrebbe vedere più cross dalle fasce? «Spero di accontentarlo, è il tipo di giocata che mi piace di più, spero di fornire qualche bel pallone agli attaccanti». Come mai a Grosseto ha trovato poco spazio, giocando solo sette partite? «Nel girone di andata sono stato frenato da un infortunio, che per fortuna ho completamente superato. Adesso sto bene, non vedo l'ora di scendere in campo e dare il mio contributo appena l'allenatore lo riterrà opportuno, anche lunedì con il Cittadella se Cagni lo vorrà».F. G.
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