Neve a Parma, non si gioca E la Juventus si arrabbia
CALCIO SERIE A. Il «Generale Inverno» ferma l'anticipo della capolista sul campo emilianoConte e Marotta vanno all'attacco «Si poteva giocare nel pomeriggio» Ma Beretta smorza le polemiche «Tanti impegni, calendari obbligati»
Il Generale Inverno ferma le armate di Conte e Donadoni. La neve e il gelo che imperversano sull'Emilia come su buona parte d'Italia costringono al rinvio di Parma-Juventus, anticipo della ventesima di A, in programma nell'ultimo dei Giorni della merla, tradizionalmente i più freddi dell'anno. E, con la neve, fioccano le polemiche: sull'opportunità da far giocare un turno infrasettimanale in notturna a cavallo tra gennaio e febbraio. Ma i rigori dell'inverno colpiscono anche il turno di B: rinviate Sampdoria-Empoli e Modena-Albinoleffe. Apre il dibattito Delio Rossi: «Non è il massimo della vita giocare sottozero, la sera». E, pensando che la sua Fiorentina è attesa questa sera a Bologna per il derby di un Appennino ora copiosamente innevato, aggiunge: «Sono rimasto al calcio di domenica alle tre per tutte le categorie, sarò un nostalgico ma per me il calcio è quello». Invita a fare di necessità virtù Maurizio Beretta: «Il calendario è praticamente obbligato, gli impegni internazionali e le competizioni nazionali le conosciamo tutti», dice il presidente della Lega di serie A. «È un calendario che ricalca quello di altri Paesi. E poi non conta se la gara sia in notturna o meno, se c'è neve che cambia se l'orario d'inizio è pomeridiano? D'altra parte noi siamo convinti che la sicurezza di spettatori e giocatori sia il punto di riferimento, così come continuiamo a ritenere che una nuova generazione di stadi potrebbe dare un contributo importante», sottolinea. Sul problema degli stadi si sofferma anche l'ad della Juve, Beppe Marotta. «È assurdo che si giochi in impianti così obsoleti e fatiscenti. È ora che la politica si muova, per promuovere la nuova legge sugli stadi. Non è possibile che ci rimetta sempre lo spettacolo del calcio», lamenta Marotta. In sintonia con Beretta il presidente della Lega di B, Andrea Abodi. «Quando si fanno i calendari ad agosto impossibile prevedere se nevicherà a fine gennaio o a febbraio e persino a marzo», pur ammettendo che «la questione andrà affrontata perchè non possiamo costringere i tifosi a certi sacrifici. Un pizzico di polemica, e un'ombra di dubbio sulla reale impossibilità di giocare al Tardini, nelle parole dell'ad del Parma, Pietro Leonardi. «Alle 20 ho accettato la decisione anche se adesso siamo qui tutti a parlare. Nessuno ha avuto niente da dire in occasione della sfida tra Parma e Palermo, nonostante ci fosse la nebbia». Allora «non c'erano certo le condizioni per giocare», rileva Leonardi. Vicino a Delio Rossi, il collega bianconero Antonio Conte, che polemizza: «È impossibile che, con i mezzi che ci sono a disposizione oggi, si debba rinviare una partita del genere. Si poteva giocare alle 15». Amareggiato ma non sorpreso, il presidente dell'Associazione calciatori, Damiano Tommasi, invita a soluzioni condivise. «Purtroppo nel calcio italiano, nelle scelte l'aspetto sportivo passa sempre in secondo piano, o anche più in là. Per questo anche nella questione dei calendari si fanno tanti errori: sarebbe meglio condividere le decisioni». «Gli impegni - commenta - effettivamente sono tanti, ma se la Lega parlasse con noi per i calendari, magari ne uscirebbe una programmazione migliore. E comunque, con una decisione condivisa, perlomeno non ci sarebbero tante lamentele».
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