Bassano, Jaconi torna all'antico
CALCIO PRIMA DIVISIONE. Non cambia il modulo ma l'atteggiamento tattico a Cremona sarà di certo più attendistaIn difesa c'è il rientro di Basso mentre Ghosheh non ce l'ha fatta Al suo posto il tecnico giallorosso schiera in retroguardia Lorenzini
Andare a Cremona oggi è come essere aggrediti due volte di fila e scoprire che il tuo aguzzino è ancora in zona e può farlo di nuovo. Induce cattivi pensieri e pessimi presagi.
Così, indipendentemente dai numeri e dagli assetti che, a parole, restano immutati, l'Osvaldo vara la restaurazione jaconiana, un indispensabile ritorno al passato almeno nell'atteggiamento e nella mentalità necessariamente battagliera. Reindossare cioè gli scarponcini da lavoro e non più i mocassini da passeggio, parafrasando Braghin che in settimana aveva scelto la metafora delle calzature per spiegare l'involuzione caratteriale dei giallorossi.
In pratica è avvenuto quello che il tattico virtussino temeva in estate: l'inconscio calo fisiologico delle motivazioni feroci che nel secondo anno ritarda la messa in moto. Già perchè al debutto sei animato dal sacro fuoco e l'entusiasmo è un propellente inesauribile. Alla riprova, invece, specie se l'organico presenta la medesima cifra tecnica se non addirittura inferiore, si è meno assetati e affamati, finchè non ci si sveglia a suon di cazzottoni sul muso.
Jaconi nei fatti prosegue imperterrito col 4-2-3-1, ma non stupiamoci se poi nel pomeriggio rivoluzionerà a sorpresa le proprie intenzioni e i propositi annunciati. L'uomo è troppo scafato per fare incetta di randellate nei denti senza rincorrere una strategia alternativa. Per quanto ci riguarda, l'idea di nuovo calcio inseguita ad agosto, neppure troppo a mezza voce per volere dell'ambiente, può anche ritenersi conclusa qui. A noi il Bassano vagamente cavernicolo e troglodita dello scorso torneo, quello che scendeva in campo con la clava non dispiaceva per niente. Anzi, era proprio bello, non esteticamente, certo, ma appassionava un mondo. In assenza di fini palleggiatori (escluso La Grotteria), alla domenica affiorava una furia animale che ora non c'è (e se è per questo, neppure più il Gaucho).
«È fondamentale riappropriarci di quell'energia agonistica che probabilmente abbiamo lasciato in qualche cassetto», auspica (o forse implora?) Jaconi. Poi, a Cremona può pure capitare di perdere, ma non più da ingenuotti di periferia, quelli che minacciano di fare fuoco e fiamme, eppoi si squagliano, infiocinati in controtempo. Ma come, la squadra che lo scorso campionato aveva fatto dell'attesa e della ripartenza un'arte, ora si fa buggerare allo stesso modo dagli altri?
Il Soccer Team riattivi le vecchie e sane abitudini di una volta, nella peggiore delle ipotesi, poi tra sette giorni in casa col Latina, primo scontro diretto sopravvivenza, qualcosa si mastica di sicuro. In Lombardia si rivede Basso ma marca visita Ghosheh, la retrovia non è mai a posto una partita che sia una e in ogni caso il favorito sulla carta è Lorenzini. A meno che Jaconi non ribalti ogni certezza ed è pure capacissimo di farlo. L'avvocato Campana l'altro giorno ha spronato lo staff in sede e Renzo Rosso giovedì ha girato la boa dei 56 e gradirebbe un pensiero. Non è carino presentarsi a mani vuote.
Vincenzo Pittureri
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