13.08.2011

Pozzato ha scelto Dopo la Russia c'è il team Lampre

CICLISMO PROFESSIONISTI. Restano solo da definire alcuni dettagli
L'obiettivo è un biennale, decisiva la presenza di Damiani in ammiraglia. Resta il sogno del Mondiale


 Filippo Pozzato in azzurro. Intanto nel suo futuro c'è il team Lampre
Filippo Pozzato in azzurro. Intanto nel suo futuro c'è il team Lampre
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Pozzato in blu-fucsia? Pare proprio di sì. Nel destino del goldem boy in uscita dal team russo Katusha c'è la Lampre Isd, una delle quattro squadre con cui l'atleta di Sandrigo aveva aperto una trattativa. Le altre erano Saxo Bank, Greenedge e Farnese. Varie indiscrezioni davano per improbabile l'accordo con il team di Petacchi e Cunego, ma un dettaglio è stato risolutivo: il fatto che il team manager della Lampre Isd non sia più Beppe Saronni, bensì Roberto Damiani.
Pozzato e Damiani si conoscono da quando il vicentino saltò il dilettantismo per svolgere il suo praticantato da professionista con la Mapei Quisk Step Espoirs, un vivaio di giovani che seguiva un programma agonistico parallelo a quello principale. Fra loro c'era anche Cancellara. Quel gruppo di ragazzi era diretto da Damiani.
Sono trascorsi molti anni ma l'amicizia e l'intesa fra Damiani e Pozzato sono ancora quelle di un tempo.
«Non ho ancora firmato, ma la mia scelta l'ho fatta: correrò con la Lampre - afferma Pozzato -. Nei giorni scorsi ho incontrato Damiani e lo rivedrò a breve per definire vari particolari legati al mio passaggio con la nuova squadra».
Che durata avrà il contratto?
«Questo è proprio uno degli aspetti da definire. A me sta bene firmare un biennale, purché anche a Damiani venga confermato l'incarico per lo stesso periodo».
Chi porterà alla Lampre?
«Ho chiesto che venga con me Paolini, oltre al mio massaggiatore Michele Gallo. Ma stiamo ragionando anche su qualche altro corridore».
Anche alla Lampre le chiederanno di fare centro alle classiche…
«Sì, le mie consegne saranno principalmente queste. Alla Sanremo anche Petacchi è un candidato alla vittoria, ma troveremo il modo di convivere. Credo che lui veda di buon occhio il mio arrivo, anche perché potrei dargli una buona mano nelle volate».
Nessun rimpianto sulle opportunità rifiutate?
«Confesso che mi sarebbe piaciuto lavorare assieme a Riis alla Saxo Bank, ma mi sento più tranquillo con Damiani. Lo conosco bene e ho molta fiducia in lui».
Com'è andato il riento alle corse al Giro di Polonia?
«Meglio di quanto pensassi. La spalla e il polso non mi hanno dato problemi. Un giorno ho provato a correre anche senza il tutore al polso e ha retto bene. Alla vigilia non credevo che sarei arrivato a concludere l'ultima tappa, invece ce l'ho fatta e questo mi ha dato fiducia nelle mie possibilità...».
Di correre il mondiale?
«Anche. Sarà dura, dato che non farò la Vuelta, ma ce la sto mettendo tutta. Mi sto allenando cinque-sei ore al giorno con lavori specifici. Vedo che miglioro costantemente e anche il peso forma è vicino. Correrò la Tre Valli, l'Agostoni e la Bernocchi, poi la Chatauroux Classic in Francia e ancora Amburgo e Plouay. Non è il programma di preparazione ideale in vista di un mondiale, ma non posso fare diversamente».
Il c.t. Bettini che indicazioni le ha dato?
«Lui mi ha fatto capire che per me la porta della Nazionale è aperta, come per alcuni altri corridori di esperienza. Con lui sono stato chiaro: se mi sentirò in grado di disputare un buon mondiale mi farò avanti, se così non fosse lascerò il posto ad un altro. Non mi va di andare in Danimarca a fare brutte figure».
Bennati potrebbe essere il capitano dell'Italia…
«Pare di sì. Ma attenzione: non è un mondiale per velocisti puri e l'ultimo tratto è in salita. Fanno ben sperare alcuni giovani che si stanno mettendo in evidenza, come Gatto, Modolo e Belletti».
Certo che per lei questo 2011 è stato proprio un anno buio...
«Proveremo a cercare il riscatto andando al mondiale. Io sono fiducioso. Poi penserò solo a ripartire con la nuova squadra e a lasciarmi alle spalle questa brutta stagione».

Eros Maccioni

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