Quante stelle nel Milan Ora può inseguire l'Inter

SI RIACCENDE IL DERBY. Il tecnico non nasconde la qualità ma pretende anche «lavoro sporco»
Mercato sontuoso per i rossoneri Adesso la palla passa ad Allegri che dovrà trovare l'equilibrio e far coesistere tanti campioni
02/09/2010
Zoom Foto
Robinho è stato il colpo con il quale il Milan ha chiuso il mercato

Adesso tocca a lui mostrare se ha davvero quel «phisique du role» che gli ha permesso di sbaragliare la concorrenza e cancellare, con un colpo di spugna, la regola aurea del «Milan ai milanisti». Bagnato il debutto in rossonero con il 4-0 rifilato al Lecce, Massimiliano Allegri è atteso dalla prova più esaltante e, al tempo stesso, complicata della sua giovane carriera di tecnico: trovare un equilibrio tra il genio di Ronaldinho, Pato, Robinho e Ibrahimovic e il pragmatismo tipico di ogni squadra vincente.
Un compito non da poco. Se per lasciare briglie sciolte a Dinho, permettendogli di creare a favore di Pato, Seedorf e Borriello, Leonardo si era inventato - lo scorso anno - il modulo «4-2-fantasia», il tecnico livornese dovrà studiare bene tutte le opzioni tattiche per garantire alla sua squadra la necessaria copertura senza rinunciare ad una sola briciola del talento e della fantasia sprigionata in avanti dalla classe del trio brasiliano Dinho-Pato-Robinho e da Ibrahimovic, signore degli scudetti e finalizzatore implacabile.
Un quartetto da sogno - per tacere dell'eterna giovinezza di Inzaghi e del talento di Seedorf, un altro capace di dare del tu al pallone - che ha già spinto migliaia di tifosi rossoneri sulla pagina Facebook del Milan a «suggerire» ad Allegri, un iper offensivo 4-2-3-1, già ribattezzato «super fantasia», con Thiago Silva e Nesta a blindare la difesa, insieme a Papastathopoulos e Antonini; i muscoli di Ambrosini e la grazia di Pirlo a centrocampo e il terzetto verde-oro alle spalle di Ibrahimovic.
Soluzione, decisamente affascinante, da sostenere con totale abnegazione da parte di tutti i giocatori della rosa. Al suo arrivo a Milanello, Allegri non aveva nascosto la «grande qualità» del suo gruppo puntualizzando, però, di volere vedere «disponibilità al sacrificio, voglia di aiutarsi e equilibrio»: elementi ancor più necessari con l'arrivo di due stelle come Robinho e Ibrahimovic. Splendenti ma obbligate a non rinnegare il «lavoro sporco». «Ora siamo costruiti per vincere in Italia e in Europa - ha osservato dal ritiro della Nazionale, Pirlo - Con due nuovi attaccanti ci vorrà un pò di tempo per i meccanismi ma, possono giocare tutti e quattro insieme, Ibra, Pato, Ronaldinho e Robinho. Anche l'anno scorso avevamo un centravanti e tre attaccanti dietro - ha aggiunto - e furono i due messi migliori della stagione: certo si dovranno sacrificare tutti e correre» per far si che colmato «il gap con l'Inter», si possano superare i cugini. In attesa di vedere come Allegri disegnerà la sua creatura - «ora dovrà essere abile a gestire tanti campioni», ha osservato l'ex ct della Nazionale e allenatore rossonero, Arrigo Sacchi - il Milan, dopo la gara vittoriosa con i salentini, è tornato ad allenarsi a Milanello, senza nove nazionali. Sei impegnati in gare ufficilai - Pirlo, Ibrahimovic, Papastathopoulos, Boateng, Yepes e Strasser - e tre, Pato, Robinho e Thiago Silva in uno stage della Nazionale brasiliana a Barcellona.