Acerbis è a lunga gittata «Qui un progetto per me»
NUOVI/2. Il portiere: «I posti sono occupati? Lo so, io farò il meglio»
Non è facile avere un buon rapporto con il "vulcanico" presidente del Grosseto Camilli. «Lui ha il suo carattere e io - ammette ridendo - ho... il mio. Purtroppo è andata come è andata, da un lato mi dispiace perché comunque mi sono trovato bene a Grosseto, dall'altra, come si dice: chiusa una porta si apre un portone». A parlare così è Paolo Acerbis, 29 anni, portiere di 2 metri, separato in casa nell'ultimo periodo fino al divorzio dal Grosseto (dove il suo contratto era in scadenza nel giugno 2011) e giunto a titolo definitivo al Vicenza. Per lui contratto biennale e maglia numero 12. Un incrocio di mercato spiegabile anche con le partenze di Calori e Passiglia in direzione-Pisa, club di cui lo stesso Camilli è un punto di riferimento a livello proprietario.
Ma perché Vicenza, dove due portieri, titolare e vice (Frison e Russo) ci sono già?
«Io sono venuto qua - spiega Acerbis - e ho preferito questa soluzione ad altre possibili, perché con il Vicenza ho fatto un progetto di lunga durata e ho avuto due anni di contratto. Chiaramente arrivo in un momento in cui la squadra è fatta e i posti di portiere sono già coperti, però io sono venuto qua tranquillo, a giocarmi le mie carte e a lavorare in un ambiente importante, in una struttura da serie A: questo centro sportivo (Isola, dove lui e Arma sono stati presentati, ndr) davvero mi ha stupito».
In sostanza, Acerbis terzo portiere a Vicenza con quali obiettivi? «Sono motivatissimo, voglio ripartire da zero, da qui, e tornare ad essere il portiere che ero. Anche portare un po' della mia esperienza, aiutare il mister se ce ne sarà bisogno. Principalmente - conclude Acerbis - sono venuto per dare una mano, non voglio far altro che prepararmi bene se per caso sarò chiamato in causa, se poi sarà quest'anno o l'anno prossimo non ha importanza, ciò che conta è che continui il progetto col Vicenza».
Tweet Segui @GiornaleVicenza