È tutto d'argento il martello di Vizzoni

ATLETICA LEGGERA. Seconda giornata e terza medaglia per gli azzurri
Il giovane francese Lemaitre re dei 100 metri, dove due azzurri vanno in finale, Collio e Di Gregorio
29/07/2010
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Nicola Vizzoni. medaglia d'argento nel lancio del martello

BARCELLONA
L'atletica italiana continua ad essere protagonista agli Europei di Barcellona, a dispetto di necrologi pubblicati con troppa fretta. Dopo l'argento di Schwazer nella 20 Km di marcia ed il bronzo di Meucci nei 10000, arriva anche l'argento di Nicola Vizzoni nel lancio del martello, ottenuto con il suo primato stagionale (79,12 metri). Il 37enne capitano della Nazionale è stato superato solo dallo slovacco Libor Charfreitag, oro con 80,02, vincendo un autentico braccio di ferro con l'ungherese Krisztian Pars, costretto ad 'accontentarsì del bronzo con 79,06. Dieci anni dopo l'argento olimpico sotto il diluvio di Sydney, il finanziere torna così a salire su un podio prestigioso, a dimostrazione che l'età, quando si ha la stoffa del campione, conta poco.
«È bello essere ancora competitivi a dieci anni da Sydney - le parole di Vizzoni con il tricolore sulle spalle. È un'emozione particolare, c'era anche mia madre, non mio padre e mio fratello: dedico questa medaglia al mio tecnico Ceccarini, che da un pò mi diceva che sarei salito sul podio, e alle mie due famiglie, quella naturale e quella delle Fiamme Gialle, che mi hanno sempre sostenuto quando sono caduto dalle stelle alle stalle per i tanti infortuni».
Entrano nella storia degli Europei anche gli sprinters azzurri: mai due erano approdati insieme in finale. L'onore e l'onere è toccato ad Emanuele Di Gregorio, splendido in semifinale, e Simone Collio, 'ripescatò ma acciaccato: il primo chiude settimo in 10"34, il secondo si ferma subito dopo lo start per poi tagliare il traguardo in tutta calma. Il titolo di re dei velocisti continentali va al 20enne francese Christophe Lemaitre, il primo bianco a scendere sotto i 10 secondi. Stavolta gli basta il crono di 10"11 per evitare la bagarre del fotofinish perchè in quattro finiscono accreditati di 10"18: il britannico Mark Lewis-Francis (argento), l'altro transalpino Martial Mbandjock (bronzo), il portoghese Francis Obikwelu ed il britannico Dwain Chambers, solo quinto e grande delusione della serata. Storica doppietta azzurra anche nei 400 femminili: in finale vanno sia Libania Grenot che Marta Milani: la prima centra il secondo tempo di accesso (51"03), alle spalle della sola russa Kseniya Ustalova (50"96), mentre la seconda, debuttante, è ripescata con l'ottavo crono (52"36).
Finale anche per la martellista Silvia Salis (70,33), Manuela Lavorato abbandona il sogno di accedere almeno alle semifinali dei 100 donne, obiettivo raggiunto nei 400 da Andrea Barberi e Marco Vistalli, costretti però a farsi da parte sul più bello così come Manuela Gentili nei 400 ostacoli.
Finale invece per Christian Obrist nei 1500 metri: l'azzurro si è piazzato quinto nella sua semifinale con il tempo di 3'42"02 ed è entrato per il rotto della cuffia.
Infine, gli altri due titoli assegnati: il salto in lungo femminile che, un pò a sopresa, va alla 29enne lettone Ineta Radevica, che con il nuovo primato nazionale (6,92 metri) batte la portoghese Naide Gomes, argento con la stessa misura, e la russa Olga Kucherenko, bronzo con 6,84; i 10000 femminili, che vedono imporsi la turca Elvan Abeylegesse con il tempo di 31'10"23 davanti alla russa Inga Abitova (argento in 31'22"82) e alla portoghese Jessica Augusto (bronzo in 31'25"77).