Galvan all'assalto Il leone ferito è pronto a ruggire

ATLETICA. Europei, oggi il campione berico fa il suo esordio nei 200
Un problema muscolare sta limitando il velocista che però si dichiara pronto «a dare il 110 per cento» Oggi sarà in pista anche l'ostacolista Tedesco
29/07/2010
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Il velocista Matteo Galvan vuole lasciare il segno a Barcellona

Agli Europei di Barcellona è il giorno di Matteo Galvan e Stefano Tedesco. Entrambi del 1988, indossano tutti e due la stessa casacca delle Fiamme Gialle Roma. Le differenze tra i due però non mancano, ad iniziare dalle specialità: Stefano Tedesco ama gli ostacoli mentre Matteo Galvan preferisce i percorsi piatti. Stefano Tedesco è un prodotto dell'atletica e della scuola in quanto il padre Franco, insegnante di educazione fisica nonchè decatleta di ottimo valore, l'ha subito indirizzato alla corsa. Stefano ha vinto il titolo di "ragazzo più veloce di Vicenza" nel 1999 ed ha anche un record curioso, quello di essere l'unico sino ad oggi ad aver portato via un record italiano, quello sui 60 metri ostacoli indoor della categoria allievi, al formidabile Andrew Howe. Galvan è arrivato un po' più tardi all'atletica provenendo dal mondo del calcio (era l'ala destra del Berton Bolzano). Poi però ha bruciato le tappe, partendo dal bronzo mondiale allievi nel 2005 a Marrakech sui 200 metri e la finale mondiale junior sempre sulla stessa distanza a Pechino nel 2006. Suo miglior risultato, oltre ai titoli tricolori sui 200 e 400 piani, il titolo continentale del 2009 nella 4 x 400 ottenuto a Torino. Saranno ambedue in gara oggi nelle qualificazioni con l'imperativo di passare il turno: Tedesco alle 10,45 e subito dopo, alle 11,30, il velocista Galvan. Sulla carta, ed i rispettivi tempi record, Tedesco dovrebbe faticare di più ma è sempre la pista a dare il verdetto finale. Tedesco, con il proprio record di 13"71 ottenuto ad inizio stagione in Francia, addirittura non figura nemmeno tra i primi 30 specialisti del vecchio continente pur essendo nettamente il numero uno italiano da due stagioni. La sua sfortuna è di non avere in patria un avversario che lo metta alle corde per cui per potersi migliorare è costretto ad espatriare. Il longilineo atleta di Thiene, cresciuto nell'Asi Breganze, ama l'agonismo ed infatti ha ottenuto i propri record in occasioni importanti come i mondiali juniones del 2006 a Pechino quando giunse alle semifinali o nel campionato europeo per nazioni di quest'anno a Bergen o nella Coppa dei campioni per club a Vila Real quando con i propri piazzamenti sul podio portò punti d'oro rispettivamente alla nazionale ed alle FFGG.
Una decina di ostacolisti si giocheranno il podio ma il vicentino è ottimista: «Sto bene e so di valere tempi nettamente migliori del mio attuale record – ha dichiarato prima della partenza per Barcellona – per cui voglio tornare con un crono di 13"60 che potrebbe significare la semifinale».
Sui 200 metri, la scommessa di Matteo Galvan, c'è già un vincitore quasi certo. Il ventenne fenomeno transalpino Christophe Lemaitre, entrato già nella storia per essere stato il primo bianco a scendere sotto i 10" netti sui 100 metri, punta alla doppietta ed effettivamente non si vede all'orizzonte chi possa impedirghielo a meno che Bolt non cambi fulmineamente nazionalità per diventare europeo come il portoghese, campione uscente Francis Obikwelu. Proprio Obikwelu è il riferimento di Matteo Galvan che ha battuto il campione europeo e portoghese in casa sua a San Antonio in coppa dei campioni per club con il record stagionale di 20"71. Poi nient'altro. Il velocista allenato da Umberto Pegoraro si è procurato una contrattura muscolare che l'ha condizionato per tutto giugno. In luglio gli allenamenti al camposcuola hanno fatto vedere un Galvan strepitoso che ha fatto segnare i propri record dai 100 ai 300 metri. Nel raduno di Formia con la rappresentiva azzurra prima della partenza per Barcellona la verifica: «Ho corso un 200 in 20"50, tempo che non ho mai fatto in allenamento – spiega Galvan – poi mentre camminavo verso gli spogliatoi ho avvertito una leggera fitta all'adduttore. Per precauzione non ho più fatto alcuna seduta ma il piccolo problema resta. In pista a Barcellona comunque darò il 110% perchè ho lavorato tanto per questo appuntamento e per dare una risposta positiva ai tanti sostenitori vicentini che saranno sugli spalti dello stadio di Barcellona e quelli che mi seguono da casa». Con 20"60 la finale è pressochè certa. Il Galvan visto in azione ad inizio mese al Perraro aveva le carte in regola per entrarci, l'auspicio è che il problema muscolare sia di poco conto.

Giancarlo Marchetto