E Bernardini "riapre" la sua stagione
IL PERSONAGGIO. SENTIAMO COSA DICE IL REGISTA: IL SUO INFORTUNIO IL 17 GENNAIO HA TOLTO ALLA SQUADRA UNA PEDINA INSOSTITUIBILE MA LUI CREDE A UN BEL FINALEIl Professore: «Ai compagni ho detto: arrivate a 'sti playoff, così faccio in tempo a giocare qualche partita»
Antonino Bernardini, il Professore, si è infortunato al ginocchio il 17 gennaio nella gara persa a Piacenza
Contro il Cittadella è stata la sua prima volta allo stadio dopo l'intervento chirurgico al crociato. Antonino Bernardini ha fatto la sua apparizione in tribuna, certo cammina con le stampelle, ma il peggio ormai dovrebbe essere alle spalle e il professore ce la sta mettendo tutta per recuperare al meglio. Il Vicenza senza Bernardini ha perso molto e non è un caso se il cammino dei biancorossi nel 2009 è andato rallentando sempre più: basta guardare la data del suo infortunio, il 17 gennaio, e fare un po' di conti.
Lo abbiamo rintracciato tra una seduta e l'altra di fisioterapia che va a fare a Milano e gli abbiamo chiesto un giudizio sulla gara pareggiata con il Cittadella.
«Mannaggia, la mia prima volta che rivedevo il Vicenza dal vivo, speravo andasse meglio. Alla fine noi si meritava più del pareggio, nel secondo tempo le occasioni migliori sono state nostre, in fondo loro si sono portati via un punto con un tiro in porta».
È andato nello spogliatoio, a fine gara, a salutare i suoi compagni?
«Solo a fine gara? Ci ero andato prima e durante».
Allora ne approfittiamo, ci descriva l'umore nei tre diversi momenti.
«Prima erano molto concentrati, nell'intervallo si spronavano a vicenda decisi a rimontare lo svantaggio, alla fine erano tutti molto delusi perchè se si guarda a tutti i 90' di gioco meritavano di vincere».
E l'arbitro Romeo ci ha messo parecchio del suo!
«Davvero, ad un certo punto stavo per... tirargli la stampella in campo, ma dai quello di Turato era rigore chiaro, netto, come si fa a non darlo? Oltretutto aveva già sbagliato con Sgrigna, io credo ad Ale e lui mi ha assicurato che si è limitato a dirgli: ma perchè mi ha ammonito? Magari lo avrà detto gesticolando un po', ma capita sempre. Vabbé, lasciamo perdere, ormai è andata».
Da quando si è fatto male si parla molto spesso di lei, le fischiano mai le orecchie?
«Vorrà dire che se vi manco così tanto giocherò un anno in più!».
Lasci stare le battute, la sua assenza in mezzo al campo è un vuoto difficilmente colmabile.
«Beh è chiaro che sotto l'aspetto dell'esperienza avrei potuto dare qualcosa di più, credetemi stare fuori a guardare è proprio brutto, sabato ad un certo punto sudavo».
Da un paio di partite manca pure Morosini a centrocampo, questi ragazzi si trovano a fronteggiare una situazione davvero difficile.
«Però i nostri giovani hanno tutti buone prospettive, ovvio devono crescere e per farlo devono giocare, oltretutto più giochi più acquisti consapevolezza nei tuoi mezzi e questo ti dà più sicurezza. 19 anni li ho avuti pure io e vi assicuro che non è facile, certo c'è chi matura prima e chi dopo».
Gregucci ha detto lapidario: a 20 anni o sei calciatore o sei pizzaiolo!
«Ha ragione, a 20 anni l'hai capito se sei un calciatore vero, però non è sufficiente, ci vuole pure la consapevolezza dei propri mezzi e questa non sempre da giovane ce l'hai».
Col passare dei mesi il numero dei giovani schierati è andato aumentando sempre più ed ora c'è un netto sbilanciamento.
«Purtroppo ci sono stati alcuni infortuni pesanti come il mio o quello di Di Cesare, così come è ovvio che togli uno, due, tre, quattro... mica puoi dire che è sempre tutto lo stesso, ma questo vale per noi come per le grandi squadre. E meno male che noi abbiamo giovani bravi alle spalle».
Visto come sta andando è tempo di riporre i sogni nel cassetto?
«Ma io ho sempre detto, e voi lo sapete bene, che il nostro primo obiettivo doveva essere la salvezza, certo una salvezza raggiunta in anticipo, senza soffrire, però quello è il traguardo. Oggi è importante restare concentrati, perchè ci si sta un attimo a scivolare».
A suo avviso la classifica si sta delineando?
«Sì, adesso si sta assestando, per carità ci potrà essere l'inserimento di una squadra in alto o lo scivolamento di una in basso, però ormai siamo alla stretta finale, qui tra tre mesi è finito tutto... adesso chi ha birra va!».
E il Vicenza ce l'ha la capacità di ritentare l'inserimento nella zona alta?
«Per me sì, l'anno scorso si beccava gol a tutto spiano, oggi no; se si vincono due gare di fila il treno di testa lo si riaggancia, ma se ci riesce dovremo pensare sempre ad arrivare alla salvezza il più in fretta possibile».
Parliamo di lei, come sta adesso?
«Benino, intanto ho ripreso a guidare e poi da ieri ho tolto pure le stampelle. Faccio rieducazione tutti i giorni e tra venti dovrei iniziare ad andare in palestra».
E a correre quando?
«Mica tanto dopo, per me se tutto procede come adesso fra tre mesi sono pronto per giocare. Ai miei compagni anzi ho detto: e arrivate a 'sti play off così faccio a tempo a disputare qualche partita. È una battuta, ma è importante porsi degli obiettivi da raggiungere, e allora perchè non sceglierne uno di bello?».
Alberta Mantovani
Alberta Mantovani
