Montecchio... all'ultima spiaggia
SERIE D. A Jesolo i biancorossi, che hanno la peggior difesa, rischiano la goleada contro il miglior attacco del gironeGajcanin non parte dall'inizio ha ancora problemi a un ginocchio
Montecchio al Picchi di Jesolo con qualche assenza e molta voglia di rivalsa. Alle 14.30, la squadra di Giovanni Carli affronta una delle più belle realtà del campionato.
I nerazzurri, vittoriosi all'andata per 3-0, attendono un Montecchio sfiduciato e ammutolito da una situazione di classifica che, per il momento, indica inesorabilmente la retrocessione. Il presidente castellano, Romano Aleardi, e il tecnico, in settimana hanno incontrato a tu per tu i giocatori.
La parola d'ordine è stata: niente umiliazioni. Al Montecchio non resta infatti che portare a termine il campionato nel modo più dignitoso possibile. Anche se - ribadisce a gran voce Carli - la matematica ancora non condanna il Montecchio, che a dieci partite dalla fine può ancora dire qualcosa e sperare in un passo falso delle dirette concorrenti che lottano per salvarsi. Fatto sta che i castellani oggi rischiano grosso contro una formazione che insegue la vetta e assieme a Montichiari e Venezia risulta essere una delle avversarie più pericolose del girone. C'è di più, il Montecchio rischia la goleada.
Lo Jesolo, infatti, ha il miglior attacco del girone e il reparto arretrato dei castellani è il peggiore. Tra i biancorossi, deve rinunciare alla maglia da titolare il serbo Nikola Gajcanin, sempre alle prese con un ginocchio mai guarito del tutto. Carli deve anche fare a meno degli squalificati Bevilacqua (ultimo turno di stop) e Dissegna. Pronti a subentrare Kevin McBride e Andrea Munaretto, juniores che nei piani del presidente e dello stesso allenatore andranno con ogni probabilità a costituire la prima squadra della prossima stagione. La data del recupero della partita con il Pordenone, non disputata per neve mercoledì, non è ancora stata resa nota. Quasi sicuramente la gara non verrà rigiocata questo mercoledì, dato che la formazione friulana sarà impegnata a Voghera nel ritorno della semifinale di Coppa Italia.
Nel suo momento peggiore, il Montecchio deve vedersela con il miglior attacco del girone.
«Lo Jesolo è forte in ogni suo reparto. In attacco, con 61 reti, fa paura ma è una squadra completa, ben organizzata, con ottime individualità come Lavagnoli e Lucchini (doppietta all'andata) e naturalmente sappiamo che sarà una partita molto difficile. Già all'andata ci ha impressionati e si era subito capito che avrebbe disputato un campionato strepitoso. Noi comunque non dobbiamo concentrarci né sulla classifica né sui nostri avversari, ora la cosa più importante è che il Montecchio riesca a ritrovare un po' di tranquillità e onori sul campo i colori sociali».
I disturbi di Gajcanin al ginocchio la preoccupano?
«Non si è mai del tutto ripreso dopo l'infortunio e purtroppo oggi non giocherà dal primo minuto. La sua è un'assenza pesante, anche perché vuole ripagare la mia fiducia, sente di poter dare alla squadra quel qualcosa in più quando è in campo. Ma credo non sia il caso di rischiare e quindi preferisco risparmiarlo. Torna Federico Corà a centrocampo e in difesa mi consolo potendo disporre di Rubens De Filippi, che è un giocatore intelligente e mi dà una certa sicurezza».
La sfida odierna assomiglia un po' al duello tra Davide e Golia. Cosa spera di portare a casa?
«Spero che proprio il fatto di giocare con una squadra così quotata ci dia la forza per disputare 90' di grande carattere. Lo Jesolo non sarà certo disposto a regalarci qualcosa, spetta a noi esprimerci al massimo e fare in modo di uscire a testa alta, che si vinca o che si perda. Il campionato non è finito e il risultato di questa partita non è già scritto».
Marta Benedetti
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