Lista a sostegno di Galan «Il Pd si deve alleare»

VENEZIA. Il vicecapogruppo del Partito democratico in Consiglio regionale, Michieletto, si schiera con il governatore
E l'interessato precisa: «Resterò governatore fino al 2013». Dal Friuli Tondo invita a sostenerlo
16/09/2009
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Igino Michieletto (Pd)

Antonio Di Lorenzo
VENEZIA
Prosegue il dibattito sulla presidenza del Veneto nel 2010. Andrà a un leghista? Oppure Galan resterà a palazzo Balbi? E il governatore alle elezioni con quale formazione andrà? Con il Pdl da solo, alleato con l'Udc, oppure proporrà una "lista civica" del governatore come adombra il sito nato ieri a sostegno di Galan, coinvolgendo anche il Pd? Questi sono gli interrogativi. Ormai è un "muro contro muro", una partita che si gioca a tutto campo.
Mentre la Lega tace, Giancarlo Galan ieri ha ribadito che non crede che il suo ultimo giorno da presidente del Veneto sarà tra sei mesi, al momento cioè delle nuove elezioni. Senza fare accenni a quanto si sono detti con il presidente del Consiglio, alle domande di alcuni giornalisti, ha risposto: «Sono pagato per fare il presidente del Veneto e lo farò fino all'ultimo giorno in cui questo mi sarà possibile. L'ultimo giorno sarà tra sei mesi? Io credo di no. Io credo che sarà tra cinque anni e sei mesi».
Mentre l'Udc con Antonio De Poli ha dato disponibilità a sostenere Galan alle elezioni («proseguiamo il cammino intrapreso», ha spiegato l'europarlamentare) anche una parte del Partito Democratico è possibilista verso l'ipotesi di un'alleanza elettorale pro-Galan: «Una parte significativa del Pdl - ha dichiararo ieri Igino Michieletto, vicecapogruppo del Pd in Consiglio regionale - si rende conto che con la Lega e le sue chiusure non è possibile offrire una prospettiva al Veneto».
Michieletto guarda con attenzione al «manifesto anti-leghista», così lo definisce, firmato da centinaia di esponenti e amministratori del Popolo della Libertà in Veneto. «Una presidenza leghista del Veneto - aggiunge Michieletto - consacrerebbe i disegni secessionistici di Bossi e ridurrebbe l'orizzonte politico del Veneto a ronde, dialetti, gabbie salariali e chiusure economiche e demografiche. La questione cruciale non è solo chi occuperà la poltrona di presidente del Veneto, ma soprattutto la sostenibilità di una alleanza con una forza politica che punta strategicamente, per tappe successive, alla disgregazione del Paese».
«Se vi è una possibilità di mettere insieme forze ed energie per dare al nostro Veneto orizzonti nuovi - conclude Michieletto - se quelli che sono stati definiti "rivoltosi" per aver espresso in una lettera aperta il proprio dissenso rispetto alle pretese leghiste si rendono conto che con le chiusure del Carroccio non è possibile costruire un progetto politico per il futuro del Veneto, sarebbe miope non cercare ragioni di accordo con quanti intendono dare una prospettiva diversa alla nostra regione».
Non la pensa come lui il deputato del Pd Andrea Martella: «Continua lo spettacolo indecente - sostiene l'esponente veneziano - Dopo la visita ad Arcore di Galan si conferma ancora una volta che petizioni e "liste del presidente" sono destinate a finire in una bolla di sapone. In realtà l'unico che può salvare il soldato Galan è il suo generale Berlusconi». Così il deputato del Pd Andrea Martella sulle manovre nel centrodestra in vista delle elezioni regionali. Una mano a Galan arriva dal presidente del Friuli-Venezia Giulia. Renzo Tondo ospita sul suo blog un appello per «Galan presidente». Tondo non esprime alcun commento, ma «invita» i visitatori del proprio blog a cliccare sul sito del Presidente del Veneto che punta a ricandidarsi alleelezioni del 2010. È un favore ricambiato, visto che l'anno scorso Galan fu più volte in Friuli più volte nel 2008 per sostenere la campagna elettorale di Tondo contro Riccardo Illy.