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24 ottobre 2014

Veneto

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11.08.2013

Tosi commissaria anche Padova Rimosso Marcato

LEGA AGITATA. Cinque province “sotto tutela”
Il segretario patavino abbandonato da due dei suoi. A Venezia è nato il gruppo anti-Maroni

L'on. Bragantini, il commissario
L'on. Bragantini, il commissario
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PADOVA-VENEZIA Lui invitava alle riunioni anche un ex segretario di sezione espulso dalla Lega dopo le contestazioni di Pontida, e così due dei suoi uomini gli hanno voltato le spalle firmando la richiesta di scioglimento del direttivo. Morale, il vicepresidente della Provincia patavina Roberto Marcato, non-tosiano e avversario storico a Padova del tosiano Maurizio Conte (assessore regionale), non è più il segretario provinciale eletto del Carroccio: il leader veneto Flavio Tosi lo ha commissariato, a norma di Statuto, affidando la Lega padovana all'on. Matteo Bragantini, suo fedelissimo. Diventano così 5 le sezioni provinciali venete della Lega che sono commissariate e affidate a persone vicine a Tosi: Padova, Treviso, Venezia, Vicenza e Veneto Orientale. «Mi prendo 2-3 giorni di riflessione, poi chiederò ai militanti che mi hanno sempre seguito in questi anni cosa è opportuno che faccia», replica Marcato. «La Lega continua a finire sui giornali non per i valori che porta avanti o per le battaglie che fa ma per i provvedimenti disciplinari, le espulsioni, le esternazioni via Facebook. Dieci persone hanno sovvertito l'esito dell'assemblea che mi aveva eletto segretario provinciale». Tosi peraltro ieri ha dovuto incassare la nascita a Venezia, dell'associazione “Prima il Veneto” creata da una quarantina di ex parlamentari, leader e militanti leghisti (Callegari, Pizzolato, Furlanetto, Bozza e altri) contrari a lui e a Roberto Maroni. Hanno presentato un manifesto di dieci punti, a cominciare dall'indipendenza della Regione Veneto come «unica soluzione anticrisi». Da loro ha preso le distanze subito il governatore Luca Zaia, che li accusa di scorrettezza per aver utilizzato il suo slogan che gli è valsa la vittoria alle elezioni del 2010. Da parte sua, Flavio Tosi (alla Rai Veneto) li ha bollati come propositori di una politica fatta di slogan e demagogia, al contrario della sua che - ha detto - invece mira a dare ai cittadini, «leghisti e non», le risposte concrete che attendono.

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