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23 ottobre 2014

Veneto

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16.06.2013

Il Governo sblocca i soldi per la Pedemontana

SUPERSTRADA. Nel decreto “fare” anche un credito d'imposta per le opere
Lo chiedeva la Regione per far quadrare i conti

Il cantiere della Pedemontana veneta a Sarcedo-Montecchio P.
Il cantiere della Pedemontana veneta a Sarcedo-Montecchio P.
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A sorpresa spunta la Pedemontana veneta dal “decreto fare” che il governo Letta ha esaminato ieri sera in Consiglio dei ministri. Nel capitolo “infrastrutture” infatti figura un contributo generale di 3 miliardi - il che, facevano sapere ieri sera da palazzo Chigi, mira a creare 30mila nuovi posti di lavoro (20 mila diretti, 10 mila indiretti) - e 2,03 miliardi sono destinati a un fondo creato «per consentire la continuità dei cantieri in corso o per l'avvio di nuovi lavori». Ebbene, nella lista delle opere comprese ci sono anche «gli assi autostradali della Pedemontana Veneta e Tangenziale Esterna Est di Milano», recita la nota del Governo. Non è chiaro quale sia la cifra che verrà stanziata per la Pedemontana veneta, che come noto sarà una superstrada a pedaggio realizzata in “project financing” ma si regge anche su una fetta di finanziamento pubblico, ma il pensiero va subito alle difficoltà incontrate tra Regione e costruttori (consorzio Sis) per giungere al “closing” dell'operazione, cioè a far quadrare tutto il piano finanziario in modo da tranquillizzare anche le banche che devono erogare i finanziamenti per quest'opera da oltre 2 miliardi di euro. «Abbiamo incontrato il Governo nei giorni scorsi - si limitava a dire ieri sera il commissario governativo per la realizzazione dell'opera, il dirigente regionale Silvano Vernizzi - facendo presente la nostra necessità. Ora vedremo se la cifra chiesta ci è stata concessa, ma se anche sarà minore troveremo il modo di chiudere il quadro finanziario». «Quello che contava soprattutto per noi, che abbiamo segnalato a Roma la situazione della Pedemontana veneta in parallelo alle esigenze segnalate da Milano per quella lombarda - diceva sempre ieri sera l'assessore regionale alla mobilità Renato Chisso - era la richiesta di sgravi fiscali: ora verificheremo di averli ottenuti». Il decreto in effetti stabilisce che «per incentivare la realizzazione di infrastrutture di importo superiore ai 200 milioni con contratti di partenariato pubblico-privato che non prevedono contributi pubblici a fondo perduto, è riconosciuto al titolare del contratto un credito di imposta a valere sull'Ires e Irap e l'esenzione dal pagamento del canone di concessione nella misura necessaria al raggiungimento dell'equilibrio del piano economico-finanziario». La Pedemontana veneta insomma sta per superare un altro ostacolo verso la sua realizzazione.

Piero Erle
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