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20 dicembre 2014

Veneto

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18.10.2012

Il Veneto sogna la linea Scozia con referendum e mobilitazione

SFIDA AUTONOMIA. I venetisti di Guadagnini ricevuti a palazzo Ferro Fini, fioccano le iniziative
Dalla raccolta di firme per un Consiglio straordinario alla mobilitazione di Finco «Il centralismo ci fa morire»

Manifestazione di Veneto Stato ieri davanti alla sede del Consiglio
Manifestazione di Veneto Stato ieri davanti alla sede del Consiglio
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VENEZIA Un occhio a Cameron e a quella stretta di mano con Alex Salmond. «Il Veneto come la Scozia? Magari - auspica il consigliere regionale leghista Nicola Finco - però ci stiamo lavorando». Premier britannico e leader del National Scottish Party hanno appena ratificato il patto che porta dritto al referendum per l'indipendenza della Scozia: si voterà nell'autunno 2014 e si esprimeranno anche i sedicenni. E pensare che a rinvigorire il nazionalismo fu un odioso balzello del 1989. Oggi in Veneto il vento indipendentista è molto di più che la brezza dei “soliti” venetisti che ne fanno da sempre l'unica ragione di vita, ma un vortice in cui la stessa Lega e non solo si è incanalata. Ciao, ciao Italia. «Siamo di fronte ad un bivio - dichiara Finco -: o combattiamo per la nostra autonomia, o si muore schiacciati dal centralismo». Finco, 29 anni, è uno di quelli per sua stessa ammissione spesso fermato dai militanti che gli rinfacciano gli anni della Lega passati nella stanza dei bottoni romani e il federalismo mai portato a casa: «È vero, l'amarezza c'è, abbiamo provato strade diverse che non hanno portato da alcuna parte. Ma ci stiamo incanalando in una situazione assurda che sta riportando tutto a Roma, con le Regioni private dei loro poteri». E allora ecco che le iniziative fioccano. Ieri gli indipendentisti di “Veneto Stato” hanno sfilato con le bandiere davanti a palazzo Ferro Fini poco prima dell'inizio del Consiglio regionale rivendicando l'autoderminazione dei popoli da portare avanti tramite referendum. Una delegazione guidata da Antonio Guadagnini ha chiesto al vicepresidente Matteo Toscani che il Consiglio si esprima sull'ipotesi della consultazione popolare. Sarebbe il primo passo per far seguire al Veneto il percorso compiuto da Catalogna e Scozia. Una decisione che, secondo il movimento, potrebbe essere presa nella seduta straordinaria del Consiglio veneto dedicata ai temi dell'indipendenza e dell'autonomia, per la quale si stanno raccogliendo le firme su iniziativa del consigliere Sandro Sandri, appena uscito dalla Lega, e su cui stanno convergendo firme trasversali. Da segnalare che un'analoga iniziativa referendaria è stata presentata da un altro movimento “Indipendenza Veneta”, i cui rappresentanti sono stati ricevuti il 12 settembre scorso dal presidente dell'assemblea regionale Ruffato, che pur aveva reso noto il parere legale negativo. A queste iniziative si aggiunge la risoluzione presentata dal consigliere di Unione Nordest Mariangelo Foggiato che chiede, a sua volta, un referendum per accertare la volontà del popolo veneto circa la propria autodeterminazione, senza escludere la dichiarazione di indipendenza. Un tema così è una porta spalancata per l'assessore leghista Roberto Ciambetti, che ha partecipato in prima persona alla giornata dell'indipendenza scozzese e non perde occasione per dire che «la vera risposta alla crisi è l'autonomia e il tenere le tasse dove vengono prodotte». E pure per l'europarlamentare leghista Mara Bizzotto, diventata una star per i giornali di Catalogna e Scozia grazie alla risposta che sul tema dell'indipendenza era riuscita ad avere da Barroso, presidente della commissione europea: in Ue, in buona sostanza, per le secessioni vale il diritto internazionale. Anche rispetto alla Costituzione italiana e ai pareri legali negativi. Il consigliere Finco, coordinatore anche del movimento giovani padani veneti, si sta attivando anche per un'altra iniziativa: «Una mobilitazione di piazza in collaborazione con i movimenti autonomisti, sotto il vessillo unico di San Marco, simbolo della più longeva civiltà della storia, mai sopita nonostante il referendum truffa del 1866. Chiederemo un'azione comune che parli con la forza di un intero popolo. Obiettivo un referendum che ci permetta l'autogoverno».R.B.

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