Sì al patto contro la fuga dei cervelli
L'ACCORDO. Siglato il programma voluto dalla giunta regionale per l'Alto Apprendistato che elargierà fondi destinati per formazione e tirociniSoddisfazione da parte delle categorie economiche Zaia: «Bisogna fermare l'emigrazione giovanile» Ruzzante: «Vedremo quanti fondi erogheranno»
VENEZIA «Bisogna fermare la nuova ondata di emigrazione dei nostri giovani». Con queste parole il governatore Luca Zaia ha commentato la firma dell'accordo teso a favorire l'utilizzo del contratto di apprendistato e concluso tra la Regione, l'Università, l'Ufficio scolastico regionale, le parti sociali sindacali e gli imprenditori. «Noi mettiamo semplicemente in rete - ha aggiunto Zaia - i rapporti esistenti tra università e imprese attraverso la volontà di investire nelle aziende che puntano sulla formazione, per fermare la nuova ondata di emigrazione dei cervelli dal Veneto. Vogliamo lanciare il messaggio che non serve andare all'estero, ma che siamo in grado di dare anche noi questi pacchetti». «La secessione - ha osservato il governatore - non è un problema di un partito, ma c'è già nei fatti: ogni volta che una partita Iva se ne va ci avviciniamo sempre più a diventare un territorio-dormitorio, letteralmente svuotato, anzichè quella fucina di innovazione e ricerca a cui miriamo, spendendo come Regione, anche se magari non sempre si vede, oltre 80 milioni di euro l'anno». L'accordo, in base al quale la Regione si impegna, compatibilmente con le risorse disponibili, a finanziare la partecipazione degli apprendisti assunti dalle imprese venete ai percorsi di alta formazione finalizzati al conseguimento di master o di dottorati di ricerca, è stato presentato dall'assessore Elena Donazzan. «La vera novità - ha ribadito l'assessore - è il coinvolgimento delle Università. È ai giovani che dobbiamo cercare di offire le opportunità maggiori». Soddisfazione è stata espressa anche da tutti i rappresentanti intervenuti: da Giuseppe Sbalchiero di Confartigianato: «Qualsiasi opportunità che diamo ai nostri giovani di inserirsi nel mondo del lavoro vale a prescindere», a Gerardo Colamarco della Uil: «Il sistema industriale veneto ha bisogno di giovani che abbiano una laurea e questo accordo dà uno stimolo sinergico a università ed aziende», ad Amedeo Restucci dello Iuav: «È un'occasione preziosa e siamo disponibili a proseguire il percorso aperto oggi». E parole favorevoli all'intesa sono arrivate anche da Giampaolo Pedron, direttore generale di Confindustria Veneto: «L'accordo sull'Apprendistato di Alta formazione è un importante segnale che la Regione ha voluto dare verso i giovani, le imprese, le università e il sistema formativo veneto. Indica, da un lato, una prospettiva di impegno importante, ma raccoglie e valorizza, dall'altro, il lavoro fatto in questi anni da alcuni "pionieri", che hanno lavorato per dare volto e concretezza alla forma di apprendistato». Pur apprezzando lo spirito e il valore dell'iniziativa rimane comunque critico il commento del consigliere regionale del Partito Democratico, Piero Ruzzante: «Diciamo che questo patto rappresenta un buon segnale in una situazione che rimane ancora però molto preoccupante, soprattutto in Veneto. Dove, da quando c'è il presidente Zaia la disoccupazione giovanile è più che raddoppiata. Ora bisognerà vedere quale somma la Regione intenderà stanziare per garantire questo programma di Alto apprendistato che la giunta ha approvato». «Ecco - conclude Ruzzante - occorrerà vedere come verrà concretizzato, anche alla luce del fatto che il Veneto, a differenza di altre regioni italiane, ha deciso di aumentare le tasse universitarie. Mi sembra una contraddizione».














