Il Vicentino salvo tenta di allargare i suoi confini
IL VENETO SI RIDISEGNA. I criteri fissati vanno ora calati sulla mappaTempi stretti a Venezia per ridisegnare le Province Il tema è rimettere in pista Padova e Treviso, però ci sono anche ipotesi di mini-traslochi di Comuni ROBERTO CIAMBETTI
Vicenza è salva, e non deve vivere direttamente l'ansia di non sapere che fine farà il suo territorio, ma il Veneto uscirà comunque sconvolto dalla scure fatta calare dal governo Monti sulle Province. Prima di tutto perché c'è da decidere velocemente a livello veneto cosa proporre come al governo Monti come riorganizzazione finale a livello di confini: qualcosa potrebbe cambiare anche per il Vicentino dal grande ballo che coinvolge Belluno, Treviso, Padova e Rovigo. È facile infatti che il territorio berico possa guadagnare qualche Comune in più. COSA PASSA AI COMUNI. Ma c'è un altro punto fondamentale. In ogni caso la Provincia a palazzo Nievo ci sarà ancora, ma sarà una “emanazione” dei Comuni e soprattutto si occuperà solo di tre cose: viabilità, trasporti e ambiente «C'è da capire come ripartire le competenze. Le scuole superiori potranno anche passare sotto l'egida dei sindaci, ma mi chiedo purtroppo - osserva l'assessore regionale agli enti locali Roberto Ciambetti - come sia possibile che siano i Comuni a occuparsi di caccia e pesca, oppure dei Servizi all'impiego e del coordinamento della Protezione civile, o della difesa del suolo». Quanto all'urbanistica - vedi sotto l'analisi del vicepresidente Marino Zorzato - a Venezia non hanno dubbi: la competenza sui piani Pat dei Comuni tornerà alla Regione. VICENZA CENERENTOLA: SI ALLARGA SUL GRAPPA? L'essere salva è un bel risultato, per Vicenza, ma basta guardare la mappa a fianco per capire che se scattassero automaticamente accorpamenti Treviso-Belluno e Padova-Rovigo nascerebbero due super-Province e il Vicentino si troverebbe a fare da cenerentola. «Attenzione: più che preoccuparsi di questo aspetto - risponde Ciambetti - c'è da temere che con queste scelte fatte si sia fatto un primo passo verso il definitivo addio alle Province, viste le poche competenze che vengono loro lasciate. In ogni caso non penso che si vada a fare grossolani “uno più uno”: credo sia l'occasione per rivedere i confini attuali tenendo conto di criteri come quelli dell'unità di complessi territoriali, penso ad esempio al massiccio del Grappa oppure ad aree come il Veneto orientale, o anche altri criteri di vicinanze e affinità». In sostanza appunto i confini di Vicenza potrebbero allagarsi in zona Grappa, o nell'area a est di Quinto-Bolzano Vicentino, oppure a sud di Noventa. Ma sono solo ipotesi. «ANDIAMO COL TRENTINO». Da parte sua Attilio Schneck, commissario della Provincia berica, vive tranquillo la vicenda durante le sue ferie: «L'importante è che Vicenza sia salva. Poi quello che succede a livello di accorpamenti fuori dai nostri confini lo vedremo. Io mi auguro che una parte del Bellunese se ne vada col Trentino e con Bolzano, che sono a Statuto speciale: per loro è la soluzione migliore, mentre il resto se ne andrà con Treviso. Lo spero, a dir la verità - sorride Schneck passando ormai esplicitamente alla provocazione politica - perché se una fetta di Bellunese passa al Trentino, poi magari possiamo pensare di andarci anche noi vicentini, che sarebbe lo sbocco migliore». Ben diverso invece il giudizio del commissario vicentino sulla netta riduzione di competenze assegnate dal governo Monti alle Province: «Solo viabilità, trasporti e ambiente? Non è possibile: almeno le competenze urbanistiche e l'istruzione scolastica vanno assolutamente mantenute». UN TERREMOTO CHE TOCCA MOLTI ALTRI SERVIZI PUBBLICI. Ma attenzione: se sparisce una Provincia si vanno a toccare molti altri equilibri che cambiano anche la vita dei cittadini. Nella sanità, ad esempio, si può ritoccare la geografia delle Ulss: «È una competenza della Regione, però è vero - conferma Ciambetti - che si può andare a fare ragionamenti diversi anche sul numero delle Ulss, il che non significa che calano i servizi sanitari». In ogni caso ci sono moltissimi altri servizi pubblici che dipendono proprio dalla presenza di una Provincia: l'Ufficio scolastico, l'Inps, l'Agenzia delle entrate, e poi Guardia di finanza, Carabinieri, Vigili del fuoco e così via. Ecco perché, c'è da giurarci, Belluno e Rovigo non sono certo disposte a mandar giù la novità lasciando tranquillamente che le due città più grosse, Treviso e Padova, assorbano tutto. VENEZIA: CAMBIA TUTTO. Anche Venezia è agitata: sarà città metropolitana, il che significa che Comune e Provincia confluiscono in un unico super-ente diverso. Ma questo potrebbe non andare a genio a Comuni lontani come Portogruaro, ad esempio. «Anche sul Veneto orientale - conferma Ciambetti - ci saranno ragionamenti da fare. Dalla prima settimana di agosto saremo al lavoro in Conferenza autonomie locali».
Piero Erle














