Tutti riuniti assieme a Zaia per varare il “Patto per lo sviluppo del Veneto”
È stato dichiarato dal Tribunale di Venezia non imputabile, per- ché incapace di intendere e di volere, Filippo Longo, 22 anni, che in aprile uccise a coltellate il padre Moreno di 55 anni in una lite.
VENEZIA Un Patto per il Veneto che includa rilancio dell'occupazione, sviluppo e sperimentazione di nuovi modelli contrattuali. Come quello danese della “flexsecurity”, già suggerito per il Veneto in un'intervista al nostro giornale dal senatore del Pd, Pietro Ichino, firmatario di una delle proposte di riforma del mercato del lavoro. Il presidente della giunta regionale, Luca Zaia è apparso soddisfatto per avere messo attorno al tavolo ieri un'ottantina di interlocutori tra sindacati, categorie economiche ed enti locali. Il “think tank” multidisciplinare dovrà produrre a breve un documento che costituirà la “magna charta” per lo sviluppo del territorio. «La gratificazione principale - ha spiegato Zaia - è stata quella di riscontrare un comune sentire. La filosofia di base muove da tre punti: monitorare quanto siamo facendo, a livello di enti e associazioni, ottenere la garanzia dell'impegno dei singoli e chiederci cosa facciamo di qui al futuro». Insomma, il “chi fa cosa” è stabilito, adesso si tratta di mettere “nero su bianco” la road-map che dovrà portare il Veneto fuori dalla crisi. Non è impresa facile ma, secondo il governatore leghista, i presupposti ci sono tutti. Entro lunedì i portatori di interesse dovranno apportare le proprie “mozioni” al documento-bozza predisposto dalla giunta regionale, suggerimenti e proposte che poi verranno integrati al documento finale che potrebbe vedere la luce già tra un paio di settimane. Il tempo stringe e la crisi morde per cui non ci sarà più spazio per duelli tra “guelfi e ghibellini”, ha messo in chiaro il governatore. «Il dato che emerge è infatti quello di una assoluta presa di coscienza e di responsabilità, dobbiamo lavorare ognuno al fianco dell'altro, per far fronte a una situazione inaccettabile che ci parla di centomila posti di lavoro persi per la crisi, di un disoccupato ogni quattro e di due precari ogni quattro giovani under 30. I lavoratori e le famiglie devono quindi sapere che la squadra veneta è compatta, nel metodo e negli obiettivi, per affrontare il problema». Ecco perché Zaia non ha timore di sperimentare. Anzi, il Veneto potrebbe divenire laboratorio per la flexsecurity. Del resto, il territorio è già «riferimento a livello nazionale per molti laboratori: dalla legalità alla virtuosità delle spese, fino, come si vedrà nelle prossime settimane con la piattaforma negoziale per il federalismo e l'autonomia, al rapporto Regione-Stato». Quindi via libera dal presidente all' «assoluta disponibilità a fare del Veneto un laboratorio per la flexsecurity” come ipotizzato dal giuslavorista Ichino, così come per testare il piano del welfare a livello regionale come ventilato dal ministro Fornero. «Ben venga - ha concluso Zaia - questa ulteriore disponibilità, non solo a collaborare, ma anche a testare nuovi modelli, perché della modernità abbiamo sempre fatto la nostra barriera e le scelte continueremo a farle insieme».A.B.
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