La beffa di Monti: si prende la cassa di Regione e Comuni
ALLARME ROSSO. Assessore e Lega infuriatiCiambetti: «Una manovra incostituzionale, sottrae agli enti (e alle banche) de- cine di miliardi di liquidità»
VENEZIA «Il ripristino della tesoreria unica è un attentato all'autonomia degli enti locali, che non solo non potranno più programmare la gestione delle proprie risorse ma dovranno abbattere i servizi prestati ai cittadini». Durissima la presa di posizione dell'assessore regionale al bilancio Roberto Ciambetti. Come già avevano fatto nei giorni scorsi il sen. Paolo Franco e altri parlamentari leghisti, l'assessore veneto del Carroccio boccia decisamente la norma inserita dal governo Monti nell'articolo 35 del decreto sulle liberalizzazioni. «Così, senza discussione e confronto con i soggetti che secondo la Costituzione all'articolo 114 costituiscono la Repubblica, e che in base all'art.119 hanno autonomia finanziaria di entrata e di spesa - ha spiegato Ciambetti, intervenendo ieri al Road Show dell'Abi a Vicenza (vedi pag. 10) - il premier Monti, “motu proprio” e con destrezza, stabilisce che le disponibilità liquide della Regione e degli enti locali debbano confluire nella tesoreria unica statale. Ciò vale anche per le entrate proprie della Regione, come ad esempio il bollo auto, che fino ad oggi si riversavano presso il tesoriere regionale e di cui avevamo disponibilità per svolgere i nostri compiti, primo fra tutti garantire i servizi socio-sanitari». «Entro il 30 giugno 2012 - ha continuato Ciambetti – gli eventuali investimenti finanziari, ad eccezione dei titoli di Stato, dovranno essere smobilizzati e versati sulle contabilità speciali della tesoreria statale: insomma, chi aveva dei risparmi se li vede sottratti e portati tutti a Roma. Una cosa del tutto inaccettabile!». L'assessore veneto ha spiegato che la mossa di Monti «complessivamente toglierà agli enti, tenendo conto anche degli investimenti finanziari, decine di miliardi di liquidità, una somma che verrà sottratta anche all'operatività del sistema bancario italiano». «È gravissimo - ha concluso Ciambetti - che il Governo costringa gli enti locali a rescindere i contratti di tesoreria affidata alle banche attraverso gare effettuate a norma di legge. Se ciò non bastasse, si ledono principi costituzionali e si stravolge il senso del Titolo V° della Costituzione: così si stacca la spina alla democrazia».
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