Galan: «Se Bossi fa saltare Milano allora cada Zaia»

FULMINI ALLA LEGA. «Quando conviene a loro ci scaricano e vanno soli»
L'ex Doge: «Ricandidarmi io? Sarebbe un errore» Ma sarà coordinatore veneto Pdl? «Mai dire mai»
28/01/2012
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L'ex ministro Giancarlo Galan (Pdl) e il governatore Luca Zaia (Lega)

TREVISO-VENEZIA «Se Bossi vuole rompere il patto nella Regione Lombardia, la stessa cosa deve valere anche per Venezia». Lo ha detto ieri l'ex ministro Giancarlo Galan, registrando la trasmissione «X-News» di Antenna Tre Nordest che andrà in onda stasera alle 21. «Devo comunque riconoscere che Zaia sta mantenendo i patti e si sta comportando correttamente. Ma se c'è un motivo politico in base a cui non si può stare insieme a Milano lo stesso deve valere anche per Venezia». «RICANDIDARMI? SAREBBE UN ERRORE». Parlando della sua mancata ricandidatura alle ultime elezioni regionali in Veneto, nel 2010, Galan ha osservato che quello di Berlusconi nei suoi confronti «non è stato un tradimento, ma è stato peggio. Cioè un errore, quello di cedere la Regione alla Lega». Ma non pensa a ricandidarsi a presidente del Veneto: rispondendo sull'eventualità di un precoce divorzio fra gli alleanti Lega-Pdl l'ex ministro ha detto che «sarebbe un errore tornare a ricandidarsi. L'ho fatto tre volte e ora ci vedo una persona al posto mio, un 35enne con lo stesso entusiasmo, speranze, voglia di combattere. Non uno dei vecchi: una persona che non ha ancora nome e cognome, ma di sicuro c'è». «BERLUSCONI APPOGGERÀ SEMPRE MONTI». «Berlusconi tirerà dritto nel sostenere il governo Monti: Galan ne è convinto. «Primo, perché conviene al Paese. Secondo, perché abbiamo la possibilità di imporre a Monti le nostre idee: il successo di Monti è un po' anche il nostro, purché non restiamo spettatori passivi». Per Galan «Monti ne ha fatti arrabbiare finora troppo pochi. Le sue misure non mi piacciono perché sono troppo tenui. Quelle su farmacisti, notai e taxisti non sono liberalizzazioni ma un semplice allargamento delle licenze» La liberalizzazione è un'altra cosa. «COMUNALI: LA LEGA ANDRÀ DA SOLA». L'ex ministro si è detto «convinto che alle amministrative la Lega andrà da sola. Ha sempre cercato di fare il nostro danno per il suo vantaggio. Lo fa anche in questo momento in cui è in ballo la sopravvivenza del Paese. Si presenta con noi quando le conviene e da sola quando pensa di poter vincere da sola. Mi piace poco, ma noi dovremmo rispondere con la schiena un po' più dritta». «IO COORDINATORE PDL? MAI DIRE MAI». E «a Berlusconi dico sempre di smettere di pensare solo alla Lega. Pensiamo, piuttosto che alla Lega, anche all'Udc e ai Radicali. E perché non ad una parte di quegli ex Dc che hanno trovato alloggio non soddisfacente nel Pd? Perché lasciarli agli altri?». Per Galan il Pdl dovrebbe fare quella «cosa straordinaria» che gli riuscì nel 1994: «unire». E a chi gli ha chiesto se potrebbe diventare lui il prossimo coordinatore Pdl in Veneto, Galan ha risposto: «mai dire mai. Forza Italia del resto l'ho fondata io in Veneto». ZAIA: «LA GIUNTA VENETA NON ANDRÀ A CASA». Ieri intanto il governatore veneto Luca Zaia (lega) ha dichiaro che la giunta regionale «non andrà a casa» anche se, dopo l'ultimatum di Bossi a Berlusconi, in Lombardia la Lega dovesse far cadere il presidente Formigoni. Non teme eventuali “ritorsioni” da parte degli alleati del Pdl in Regione ed è convinto che la sua giunta finirà il mandato. «In Veneto non accadrà perché io non mando a casa amministrazioni per questi motivi, ma se non rispettano i patti con i cittadini: questa amministrazione Pdl-Lega sta dando ottimi risultati». UDC: «PDL, METTIAMOCI INSIEME». Viceversa Antonio De Poli, segretario veneto dell'Udc, rilancia il messaggio al Pdl: «Lasci la Lega: noi del Terzo Polo stiamo percorrendo la nostra strada che è creare un nuovo soggetto politico e ampio. Se il Pdl vuole partecipare a questo cantiere della nuova area dei moderati che faccia riferimento al Partito popolare europeo ce lo dica». A.B.




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