Trasporto pubblico, vittoria al primo round

LA BATTAGLIA CONTRO LA REGIONE. Le aziende rappresentate dalla Confservizi avevano presentato ricorso al Consiglio di Stato contro i tagli
Baruchello (Ftv Vicenza): «È una questione tecnica che riguarda qualità e quantità dei nostri servizi»
23/12/2011
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Un autobus di Ftv

Vittoria, in sede giudiziaria, delle aziende di trasporto pubblico locale del Veneto, rappresentate da Confservizi, nei confronti di Regione e Tar. Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso invitando il Tar a fissare in tempi stretti l'udienza di discussione di merito. Le aziende rappresentate al 98% dalla Confservizi Veneto, avevano presentato ricorso contro le delibere della giunta regionale 338 e 512 del 2011 con le motivazioni di tardiva comunicazione dei tagli inaccettabili al contratto. Se il Tar del Veneto si allineasse a quanto stabilito dal Consiglio di Stato - dice una nota di Confeservizi - ed anche dal Tar Piemonte, la Regione sarebbe messa nelle condizioni di mettere mano al portafoglio e quindi al bilancio e versare alle aziende i circa 15 milioni di contributi che non sono stati erogati ed inseriti neppure in sede di assestanmento di bilancio. «Ora seguiremo l'evolversi della situazione - affermano il presidente Lamberto Toscani e Valter Baruchello, coordinatore regionale dei presidenti delle aziende associate e amministratore unico di Ftv Vicenza - la sentenza del Consiglio di Stato che ci dà ragione nella nostra battaglia ci rinfranca. La questione non è politica, ma tecnica. Ci sono dei contratti di servizio che le aziende devono rispettare in cambio di un corrispettivo e questo non può essere tagliato, magari alla fine dell'anno e a parità di servizi da rendere all'utenza. Siamo certi che il fatto che il Tar del Piemonte sia su questa stessa linea ci conforta sul buon esito dell'iniziativa». «Di pari passo stiamo seguendo l'evoluzione del nuovo bilancio regionale 2012 - afferma il direttore Confservizi Mazzonetto -, purtroppo le voci non sono buone perchè si parla ancora di tagli, che hanno sempre origine da riduzione di trasferimenti nazionali per 300 milioni di euro. Con le sentenze che stanno arrivando, di tagli a questo settore non ce ne potranno essere, salvo non si vada a ridiscutere il livello qualitativo e quantitativo dei servizi».