Tassa di soggiorno «Caccerà i turisti» «No, serve per loro»
IL CONFRONTO. La nuova imposta all'esame di Federalberghi e Comuni«Assurdo: scapperanno tutti dove non la si applica» «Ma potrà essere utilizzata per eventi di richiamo»
1.È una tassa utile? Porterà più vantaggi o più svantaggi?
MICHIELLI. Sicuramente porterà più svantaggi: metterà fuori mercato buona parte degli operatori del nostro settore che giocano la partita con competitors stranieri già molto più agevolati fiscalmente.
TOSI. La tassa di soggiorno rischia di diventare una necessità se i Comuni non saranno in grado, con i trasferimenti statali, di far fronte ai bisogni della collettività. Verona per esempio, sta valutando se applicarla o meno: vedremo se riusciremo a far quadrare i conti vendendo una parte delle quote della Fiera. Nel 2012 poi il taglio di trasferimenti statali passerà dai 10,4 milioni di euro attuali a 17. Consideriamo che questa tassa potrebbe portare alle casse comunali circa 3 milioni di euro.
2. In tante metropoli del mondo, da Parigi a New York, la tassa di soggiorno esiste da anni e non si sentono proteste. Come mai?
MICHIELLI. La differenza è che se un turista vuole andare al Louvre deve andare a Parigi, mentre se vuole andare al mare la concorrenza per le nostre spiagge è internazionale. Inoltre la Francia applica solo a Parigi la tassa a 1,20 euro a presenza, e soprattutto ha l'Iva al 5%. Se vogliono fare cambio, io ci sto. E poi ci sono i Paesi emergenti: tra pochi anni andremo a sciare in Romania e in Polonia.
TOSI. Appunto, in molte città del mondo la tassa di soggiorno esiste da anni e non risulta che vi siano state proteste: è considerato normale che chi beneficia dell'indotto generato dalle attrazioni turistiche e dalle manifestazione come spettacoli o fiere contribuisca, seppure in misura modesta, alle spese per i servizi che deve sostenere la città.
3. L'applicazione di una tassa di soggiorno frenerebbe davvero i turisti dal venire in Italia?
MICHIELLI. Certo. Quello di cui non si tiene conto è che la sensitività del mercato sul prezzo è micidiale. Il turista fa presto ad andarsene da un'altra parte.
TOSI. Capisco che può essere un provvedimento odioso per le categorie economiche del settore, ma nella misura in cui la tassa è stata pensata non credo che potrebbe frenare gli arrivi dei turisti in Italia.
4. Una famiglia di quattro persone, italiane o straniere che siano, per andare in vacanza dieci giorni potrebbe pagare da 40 fino a 200 euro in più. Una tassa occulta?
MICHIELLI. È una tassazione e neanche tanto occulta. I Comuni hanno bisogno di soldi. Che costa ai sindaci sacrificare un manipolo di albergatori e i turisti (che votano altrove), se con il ricavato della tassa di soggiorno possono moltiplicare i servizi alla popolazione e farsi rieleggere?
TOSI. Non è una tassa destinata a gravare sui propri cittadini, ma è comunque un balzello che va a colpire qualcuno, turisti italiani o stranieri che siano. Per questo, potendo, vorrei evitare di applicarla.
5. Ma fa differenza per un turista che paga 100 euro a notte pagarne, ad esempio, 3 di più?
MICHIELLI. Certo che farà differenza. Il consumatore è sempre più sensibile ai prezzi e il turista, anche quello che può spendere, valuta bene dove gli conviene andare. E in tempo di internet a maggior ragione.
TOSI. No, a mio parere non farebbe differenza. Le proteste si sentono tra gli operatori del settore. Ma in Italia c'è l'abitudine a scaricare sugli organizzatori pubblici o privati degli eventi i costi collaterali dei servizi necessari al turismo.
6. La tassa non creerebbe differenze di opportunità tra i Comuni a vocazione turistica e quelli che invece non hanno attrattive di questo tipo? E se fosse su base regionale o provinciale?
MICHIELLI. Per quanto assurda, per essere equa la tassa dovrebbe essere su base nazionale su chiunque entra in Italia. Una tassa provinciale o regionale scatenerebbe una concorrenza con le realtà a statuto autonomo. Noi siamo schiacciati da Friuli e Trentino che possono benissimo fare a meno di applicare la tassa di soggiorno. Mi giungono indiscrezioni che a Lignano, infatti, non abbiano intenzione di applicarla.
TOSI. Potrebbe sembrare che i Comuni turistici abbiano entrate che centri senza attrattive particolari non possono realizzare. Bisogna però tenere conto che il turismo porta sì benessere, ma grava l'ente pubblico di una serie di costi aggiuntivi per i servizi.
7. L'intenzione è di reinvestire i soldi della tassa di soggiorno a favore del turismo stesso. Ma i Comuni hanno sempre meno trasferimenti; potrebbero anche finanziare la costruzione di una nuova strada con la scusa che è per i turisti?
MICHIELLI. Certo! Potranno rifare un ponte, una strada, le fognature per i turisti! È una buffonata, un pannicello caldo per accontentare gli stupidi e noi stupidi non siamo. Ci aspettiamo un ritorno pari a zero.
TOSI. Se Verona dovesse applicarla utilizzeremmo il ricavato della tassa o per nuovi eventi culturali o, molto più probabilmente, per sostenere la Fondazione Arena che nel 2011 vede un taglio di trasferimenti statali di ben 7 milioni di euro. Se la decurtazione del Fus (il Fondo unico dello spettacolo) rimanesse quella prevista credo che anche le categorie economiche accetterebbero senz'altro questa destinazione.
8. L'Iva sull'alloggio applicata agli albergatori è pari al 10% contro il 5% della Francia, principale competitor dell'Italia. La tassa di soggiorno è un'ulteriore vessazione?
MICHIELLI. In Italia il settore è particolarmente vessato dall'Iva, dall'Irap (tassa sconosciuta a qualsiasi Paese civile, che penalizza l'indebitamento e il numero dei dipendenti). Il nostro terrore è che col federalismo regionale ci mettano pure una tassa di scopo regionale! Da 20 anni chiedevamo la restituzione del ministero del turismo, e la Brambilla che fa oltre a campagne per i cani, contro i cacciatori e i pedofili italiani all'estero? Ogni tanto dovrebbe ricordarsi che rappresenta gli interessi della categoria.
TOSI. Non direi, gli albergatori non la subiscono direttamente. Capisco però che possano temere una disparità di trattamento soprattutto con le regioni a statuto speciale.
9. La considerate una tassa di autentico spirito federalista?
MICHIELLI. La bozza originale Calderoli andava bene, poi vista la maggioranza risicata e la necessità di pietire voti alla minoranza e il consenso dell'Anci si è trasformata in un disastro. Ma che necessità c'era, se poi si pone la fiducia sul decreto?
TOSI. Tutte le tasse che hanno un'imposizione su base locale e restano lì dove vengono applicate sono di spirito federalista. In questo caso poi non grava sui propri residenti ma sui turisti.
10. Avete una proposta alternativa?
MICHIELLI. Da anni chiediamo di ridurre l'Iva dal 10 al 5% riconducendola a parametri europei. Non ce lo concedono? Che almeno ne trasferiscano un 2% ai Comuni.
TOSI. L'unica è aspettare che si attui completamente il federalismo fiscale. Dal 2014 si starà un po' meglio.
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