Stop al maxi-fotovoltaico nei campi

CONSIGLIO REGIONALE. Una maggioranza allargata Pdl-Lega-centrosinistra vara una novità nella “finanziaria 2011”
Niente più autorizzazioni fino a fine anno anche a impianti grandi a biomassa e biogas MASSIMO GIORGETTI
17/02/2011
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Un maxi-impianto di pannelli fotovoltaici in massa in campi agricoli

Piero Erle
VENEZIA
Stop fino a fine anno ai maxi-impianti di energia rinnovabile, esclusi i pannelli fotovoltaici che venissero impiantati sopra i capannoni delle zone industriali o comunque sopra i tetti di maxi-complessi di costruzioni pubbliche o private che siano. È la clamorosa decisione a larga maggioranza presa ieri dal Consiglio regionale, al termine di un'altra giornata in cui il cammino verso l'approvazione del bilancio 2011 è proseguito a ritmo lentissimo: un solo articolo di "finanziaria" approvato. Ne mancano ancora altri tre, e poi ci sono da approvare tutte le tabelle che suddividono le risorse (e i famosi maxi-tagli) per i settori della Regione, ma oggi si inizia alle 10.30 e - è stato annunciato - il dibattito in aula proseguirà anche in serata.
A Venezia ieri mattina c'era la protesta in massa degli operai della Fincantieri che rischiano il posto di lavoro, e il Consiglio, già fatto slittare alle 14, è iniziato poi solo alle 15 con un annuncio-schock dell'assessore Massimo Giorgetti (Pdl) che ha colto di sorpresa perfino gli alleati della Lega: «Ritiro il mio emendamento». Poche parole che hanno annullato tutto il lavoro di trattative fatto la sera prima per giungere appunto a un obiettivo non contenuto nel testo originale della "finanziaria" ma portato avanti dagli emendamenti della minoranza di centrosinistra e condiviso, come emerso, dalla maggioranza Lega-Pdl: lo stop ai maxi-impianti di pannelli fotovoltaici che, mirando alla manna degli incentivi statali, si "mangiano" intere distese di campi del Veneto. Un obiettivo, questo dello stop al consumo di campi, sostenuto ad esempio dal Pd e dalla Sinistra, ma sul quale si è già schierato da tempo con forza il ministro Giancarlo Galan (Pdl), e così pure i consiglieri della Lega nord Cristiano Corazzari e Luca Baggio.
Ma ieri alle 15, appunto, sembrava saltato tutto. Giorgetti, come ha spiegato al microfono il vicecapogruppo Piergiorgio Cortelazzo, si era stancato dell'infinito confronto con le minoranze soprattutto su una questione: la richiesta che lo stop riguardasse anche le domande per nuovi impianti già presentate alla Regione. Una richiesta cui anche la Lega ha fatto l'occhiolino, ma Giorgetti e il Pdl hanno tenuto duro: niente effetti retrodatati, per correttezza e e perché potrebbero creare guai coi giudici aministrativi. Il braccio di ferro evidentemente è continuato una notte e una mattina, ma all'annuncio ufficiale del "non se ne fa più nulla" è partita una raffica di interventi di minoranza e maggioranza del tipo "ma no, dài, troviamo un accordo". E accordo è stato: dopo un'altra sospensione, Giorgetti si è presentato in aula illustrando la nuova normativa.
«La Giunta proporrà presto al Consiglio regionale uno stralcio del Piano energetico del Veneto sulle fonti rinnovabili - spiega Giorgetti - ma nel frattempo bloccherà fino a fine anno nuove autorizzazioni per impianti fotovoltaici in terreno agricolo che abbiano picchi di potenza superiori a 200 kilowatt. Sui capannoni di zone industriali, su tetti e sulle costruzioni si potrà continuare a impiantare quanto fotovoltaico si vuole». Non solo: lo stop a nuove richieste riguarda anche «impianti a biomassa con potenza elettrica superiore ai 500 kilowatt, e infine impianti a biogas o bioliquidi con potenza elettrica superiore a 1 megawatt. Ma attenzione: sono escluse dalla moratoria - rimarca l'assessore - le richieste di autorizzazione presentate fino all'entrata in vigore della legge finanziaria».
Contraria l'Udc, che ritiene si freni così in modo inaccettabile il settore della "green economy". «Bene - commenta invece Stefano Fracasso, consigliere che ha seguito la lunga trattativa per il Pd - l'impegno della Regione a presentare entro la fine dell'anno il Piano per le energie rinnovabili. E corretta la moratoria, necessaria per evitare le speculazioni in atto in alcune zone agricole». Votata anche (il Pd si è opposto) una mini-tariffa per gestire la pratica imposta dalla Regione a chi presenta progetti di impianti.