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31 ottobre 2014

Veneto

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21.01.2011

Sì al 150° d'Italia, la Lega tace

CONSIGLIO REGIONALE. Voto senza scossoni con una maggioranza variegata sulla legge per le celebrazioni dell'Unità


 La commemorazione in Consiglio dell'ex presidente Carlo Bernini
La commemorazione in Consiglio dell'ex presidente Carlo Bernini
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Piero Erle
VENEZIA
Questa volta niente "cinema" con canti di inno e uscite dall'aula, come era avvenuto il 23 dicembre. Anzi: la parola d'ordine generale è stata "evitare le scintille e arrivare al risultato". E così ieri con 36 voti a favore del Pdl e del centrosinistra, l'astensione della Lega (14 voti), e un unico contrario (Unione Nordest) il Consiglio veneto ha approvato la legge per le "Celebrazioni del 150° anniversario dell'unità d'Italia".
La Lega, che si è dichiarata molto allergica alle celebrazioni dell'unità d'Italia senza che sia scattata la riforma federalista, ha mantenuto un rigorosissimo silenzio durante il dibattito, tradottosi poi in ben dieci voti di astensione su emendamenti e articoli della legge. E il presidente Clodovaldo Ruffato (Pdl), assieme al vicegovernatore Marino Zorzato (Pdl), ha disinnescato in grande stile l'unica mina rimasta sul tavolo: l'ordine del giorno di Piero Ruzzante (Pd) che chiedeva la presenza del governatore leghista Luca Zaia e della Giunta per suonare e cantare l'inno di Mameli all'inizio della prossima seduta. Ruffato ha infatti annunciato che il 17 marzo verrà convocata al Bo' di Padova, sede dell'Università, un consiglio regionale straordinario, proprio per aprire le celebrazioni del 150°. E naturalmente in quell'occasione l'inno sarà suonato. Ruzzante ha allora accettato di buon grado di ritirare la sua proposta. Non solo: è passata invece la proposta, sempre targata Pd, che il governatore Zaia inviti il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in Consiglio regionale in giugno, quando il capo dello Stato sarà in visita a Verona dal sindaco leghista Flavio Tosi. Il quale tra l'altro nei giorni scorsi ha dichiarato più volte che lui l'unità d'Italia la festeggia, e si è beccato dal segretario veneto Gian Paolo Gobbo una reprimenda: «Questa non è la linea della Lega» (come noto, Gobbo e Tosi sono di fatto rivali nell'avere un ruolo di leadership nella Lega in Veneto).
Tolto poi un battibecco tra Laura Puppato (Pd) e Nereo Laroni (Pdl) per un poco chiaro "mischiamento" di riferimenti al microfono tra il caso Battisti e il caso Ruby-Berlusconi, e una reazione negativa di Pierangelo Pettenò (Sinistra) al mancato coinvolgimento nelle celebrazioni del Museo del Risorgimento Correr di Venezia, tutto è filato via liscio. Con le minoranze a sottolineare al microfono che però l'accordo è stato trovato solo perché sarà il Consiglio regionale, e non la Regione (cioè la Giunta), a tirare fuori i 150mila euro stanziati per le celebrazioni.
La legge appena approvata prevede quindi che l'Ufficio di presidenza del Consiglio regionale elabori un programma di celebrazioni venete, in armonia con quelle nazionali, puntando su mostre, conferenze, eventi, itinerari, servizi di accoglienza e visite ai siti interessati, presentazione di progetti, realizzazione di opere e allestimenti, pubblicazione di lavori storiografici sul Risorgimento e sulla costruzione dello Stato unitario. Ci sarà poi un Comitato d'onore con i due presidenti (Zaia e Ruffato), i capigruppo, il sindaco veneziano Orsoni, i direttori dei Musei del Risorgimento di Padova, Vicenza e Villafranca, le Fondazioni bancarie e i rettori delle Università venete. La festa può iniziare.

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