Liste d'attesa «La precedenza va ai residenti»

SANITÀ. Ieri l'annunciato summit tra Regione e manager delle aziende
L'assessore Coletto detta alle Ulss la prima svolta «È un discorso di servizio: ce lo chiedono i cittadini Era già previsto dalla delibera varata tre anni fa»
02/09/2010
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L'attesa del "verdetto" su quale data sarà fissata per una visita

Franco Pepe
VENEZIA
«Prima i residenti». Luca Coletto, assessore alla sanità, non fa accademia. Davanti a lui i 24 direttori generali allineati e coperti. La riunione a palazzo Balbi è appena iniziata, e Coletto, cortese e affabile, va subito al concreto.
PRECEDENZA AL TERRITORIO. D'ora in poi, nelle liste di attesa si dovrà dare priorità assoluta agli assistiti del proprio territorio. Insomma, visite, prestazioni, esami di laboratorio, interventi chirurgici, spettano innanzitutto ai veneti. Gli altri vengono dopo. L'assessore, il concetto, lo ribadisce più volte. «Lo dobbiamo ai nostri cittadini ed è ciò che i nostri cittadini si aspettano da noi». Coletto, che è della Lega Nord, vuol prevenire anche la "solita accusa" da chi "si sente discriminato" dalla politica del Carroccio: «Macché. È solo un discorso di servizio. Ben vengano anche i non veneti come sono sempre venuti trovando da noi la migliore accoglienza sanitaria, ma mi pare logico che nelle liste trovino posto dopo i veneti». L'ordine è perentorio per le 21 Ulss. Diverso, invece, il discorso per le due aziende ospedaliere di Padova e Verona: «Hanno una loro peculiarità. Lavorano a contatto con le università. Rappresentano l'eccellenza al servizio dell'Italia intera e dell'estero. Anche il turismo sanitario è importante. Del resto abbiamo delle convenzioni con alcune compagnie assicurative tedesche e incassiamo le tariffe concordate con certezza e in tempi relativamente brevi».
IL PROBLEMA ATTESE VA RISOLTO. La riunione veneziana è stata didattica e collaborativa. «Un clima costruttivo - spiega il coordinatore dei dg Valerio Alberti». Un incontro voluto da Coletto e ispirato dal governatore Luca Zaia dopo le note vicende ferragostane esplose nell'Ulss 8 di Asolo. Un "cahier de doleances" sui ritardi infiniti nelle liste di attesa quello scritto all'ospedale di Castelfranco da dove prende le mosse l'incontro che è anche una delle prime uscite ufficiali del neo-segretario alla sanità Domenico Mantoan, e del collega alla programmazione Tiziano Baggio, il quale, in apertura, riafferma la volontà del governatore di venire a capo di un problema che può trovare una soluzione se si comincerà ad applicare davvero la delibera 600 approvata nel 2007, che detta i tempi massimi delle attese, differenzia ricette e prescrizioni, e fissa 4 classi di priorità.
«ATTUATE QUELLA DELIBERA». Una cosa nella riunione emerge con chiarezza. Se fino ad oggi la delibera 600 è stata un optional ora diventerà la bibbia della sanità pubblica del Veneto. Coletto spiega: «Dare la precedenza ai residenti era già scritto, ma questa delibera era stata dimenticata. Adesso bisogna rispolverarla. Visto che è vecchia di 3 anni, la olieremo, apporteremo degli aggiustamenti, ma nessuno dovrà più scordare che le liste stanno a cuore di tutti e che la gente paga per avere questo servizio. Non solo parole. Chiederemo ai dg riscontri concreti».
ESAME IN 50 PUNTI. Quanto ad altre azioni da compiere, la segreteria spedirà ad ogni Ulss una "chek-list" articolata su 50 punti per capire in che modo le aziende sono organizzate e fra un mese si terrà un seminario per mettere a fuoco lo stato dell'arte complessivo. Si faranno riunioni mensili a livello provinciale per monitorare la situazione. Si curerà la formazione del personale dei Cup (Centri prenotazione). E poi, soprattutto, entro dicembre, si dovranno stabilire gli indici di consumo, cioè il numero di prestazioni ambulatoriali dovute per ogni abitante. Il primo passo verso i costi standard. Chi sta sotto dovrà rientrare. Dura lex sed lex. «Basta - dice Coletto - con le autoassoluzioni di chi dice che diamo standard elevati e che se qualcuno aspetta non cade il mondo. Vogliamo che sia garantita la presa in carico globale del cittadino. Per la gente è importante l'intervento eccezionale di emodinamica ma anche la visita di controllo».