Napolitano: «Qui c'è un clima di collaborazione»

IL PRESIDENTE A VENEZIA. Biennale, pranzo con Cacciari e il Cinema
Il capo dello Stato, lontano da Roma, è più disteso Non commenta il "prima i veneti" del futuro statuto e guarda alla crisi europea: «Solo la Germania va»
02/09/2010
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Jacopo, Paola e Alessandro Gassman col presidente Giorgio Napolitano alla cine-arena di campo S. Paolo

Antonella Benanzato
VENEZIA
A Venezia, evidentemente, si respira un clima più disteso, lontano dalle fibrillazioni che animano la politica nazionale. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in visita privata in Laguna insieme alla moglie Clio un po' ci scherza: «Cerco di non sentirmi mai all'inferno». Il capo dello Stato preferisce la brezza veneziana alla temperatura torrida dei Palazzi romani, la cultura alle beghe di palazzo che a ogni pié sospinto cercano di tirarlo per la giacchetta. Arrivato di buon'ora alla XII Biennale Internazionale di Architettura il presidente, fuori programma, parla di politica.
Napolitano appare in grande forma, elegante in gessato scuro e panama insieme alla moglie Clio in soprabito avorio, trascorre un paio d'ore ad ammirare i capolavori dei 46 artisti e architetti di "People meet in architecture". A fare da guida alla coppia presidenziale il presidente della Biennale, Paolo Baratta, la direttrice della Biennale architettura, Kazuro Sejima, e il sindaco veneziano Giorgio Orsoni. Il presidente ha lasciato Roma in piena bagarre, sulla scia di ipotesi di elezioni anticipate e in piena discussione sul processo breve. E su questi temi le sollecitazioni dei cronisti sono forti. Forse il presidente di cose da dire ne avrebbe tante. Si limita a ricordare l'iter della legge sulle intercettazioni, il Ddl Alfano: «Sapete che fine ha fatto questa legge? - chiede rivolgendosi alla stampa - ne siete informati?». Certo che sì, sembra essere su un binario morto, è la risposta corale. «Esatto», replica laconico il capo dello Stato.
Per Napolitano, la situazione politica è fluida, in divenire: «C'è una grande molteplicità di idee, sovrapposizioni di ipotesi - ragiona - si va verso un'evoluzione più benigna», sebbene si assista alla disorientante «febbre politica del no, non è vero, sotto sotto e dei ma». Un'affermazione, quella del Capo dello Stato, che si presta a mille interpretazioni, come mille sono "i punti interrogativi" che prima o poi i protagonisti della politica dovranno sciogliere. Ma è la situazione economica del Paese la maggiore preoccupazione del Capo dello Stato, la necessità che la politica si ritrovi su posizioni unitarie. Napolitano è un fiume in piena, lontano dal Quirinale sembra poter parlare più liberamente. «La politica si dovrà concentrare per forza - insiste - perché se è stata approvata la manovra poi c'è la finanziaria e poi bisognerà verificare quale è l'andamento della congiuntura sul piano mondiale, europeo e nazionale».
Sabato, Napolitano invierà un videomessaggio a Cernobbio, in occasione del consueto forum economico Ambrosetti, ma anticipa alcuni contenuti. «In Europa le tendenze sono contraddittorie - mette in guardia - abbiamo dati molto positivi per la Germania che però non fanno tendenza complessiva per l'Europa».
Il presidente loda Venezia «epicentro di vita cultura e artistica nel mondo». In Veneto, afferma, «c'è un clima di cooperazione istituzionale». Gli si chiede se è giusto che nella bozza del nuovo Statuto regionale sia inserito il principio del "prima i Veneti", che l'amico Massimo Cacciari ritiene incostituzionale. Napolitano non cade nella trappola: «non ne so nulla. Quando lo avrò letto, reagirò». Immediata è la replica del presidente del Veneto, Zaia, che plaude «all'esemplare equilibrio» del presidente. E a pranzo, alla Taverna "La Fenice" Napolitano incontro proprio Cacciari, la famiglia di Gianni Pellicani e di Luigi Nono. È un convivio tra amici di vecchia data, assicura l'ex sindaco di Venezia, «tra persone che si conoscono da 40 anni. Abbiamo chiacchierato un po' di tutto, ma non dello Statuto veneto». Il Veneto è comunque nel cuore del presidente che conosce le difficoltà del polo chimico di Porto Marghera, sa che i sindacati gli consegneranno domani un documento congiunto: «Appena lo riceverò, vedrò cosa fare». La 67a Mostra del Cinema di Venezia, ieri sera, ha avuto per la cerimonia inaugurale un invitato tra i più illustri, è il secondo capo dello Stato italiano che viene al Festival (Ciampi aveva partecipato alla chiusura nel 2001). Napolitano ha assistito alla prima mondiale di "Black Swan", film in concorso di Darren Aronofsky. Oggi Napolitano presenzierà alla cerimonia di titolazione della piazzetta sotto la Torre di Mestre a Gianni Pellicani, politico veneziano, deputato per il Pci, di cui era amico.