Ipab: «Stop alle vendite di edifici e terreni»

ISTITUTI PER GLI ANZIANI. Una svolta dopo che da vari anni era stato attivato un meccanismo di aste immobiliari per sostenere soprattutto gli investimenti necessari
La direttiva della Regione: blocco alle alienazioni finché non ci sarà la legge di riforma degli enti «C'era chi usava gli introiti per le spese ordinarie»
01/09/2010

Piero Erle
VENEZIA
Stop a tutte le Ipab del Veneto che vogliono vendere terreni, edifici e immobili. Tutti fermi almeno fino a fine dicembre. O meglio: finché non ci sarà la nuova legge-quadro regionale sulle Ipab, Istituzioni di pubblica assistenza e beneficenza che si occupano in tutto il Veneto per prima cosa di strutture per gli anziani.
L'ordine arriva dalla Regione, ed è stabilito da una delibera approvata dalla Giunta Zaia nell'ultima seduta, il 3 agosto, su proposta dell'assessore Remo Sernagiotto. «Non dico neanche quante richieste di alienazioni abbiamo dovuto continuare ad esaminare, e per quali cifre», spiega l'assessore. La questione in effetti è in piedi da 10 anni: la Regione ha dato modo alle Ipab di cedere terreni, case o altro (frutto per lo più di lasciti di benefattori o di ospiti poi deceduti) «per migliorare la redditività e la resa economica annua» dei loro bilanci. Nel 2005 poi Venezia, di fronte alle sempre maggiori difficoltà di bilancio delle Ipab, ha emanato una serie di indicazioni e ha elencato tutti i casi in cui erano ammissibili alienazioni di patrimonio di un'Ipab, e i rispettivi criteri per l'ammissibilità della richiesta, che doveva essere approvata dai tecnici regionali. Poi però «di fronte alle ragguardevoli proporzioni assunte in pochi mesi dal fenomeno delle alienazioni patrimoniali da parte delle Ipab venete» si è stabilito che il potere di autorizzare le Ipab passava dritto alla Giunta regionale.
Ma le richieste sono continuate e quindi la delibera di Sernagiotto sentenzia che è «opportuno, nonché prudenziale», per mantenere la garanzia dell'interesse pubblico che è l'obiettivo di tutta la norma e per «conservare le risorse del sistema pubblico regionale dei servizi alla persona», bloccare tutto. Fino a fine anno le Ipab non potranno nemmeno chiedere l'autorizzazione a cedere loro proprietà.
«La norma stabiliva che si facciano operazioni di alienazione finalizzate a gestire il patrimonio stesso», spiega l'assessore (esempio: cedi un terreno per avere i soldi per ristrutturare-ampliare una casa di riposo). Ma ecco il problema: «C'erano Ipab che utilizzavano gli incassi per gestire la spesa corrente», cioè pagarsi i normali costi di gestione. operazione non legittima. Di qui la decisione di fermare tutto.
La Regione punta infatti ad approvare velocemente la riforma delle Ipab stesse (per la verità ferma da anni e anni nei corridoi regionali), e in quella norma ci sarà anche una «nuova trattazione in materia di gestione del patrimonio». Conme? L'assessore Sernagiotto lascia capire che «gli anziani sono uguali in tutto il Veneto», per cui non dovrebbero esserci più Ipab "ricche" (che hanno avuto molte proprietà e donazioni da mettere n gioco) e Ipab "povere".
Morale: la gestione immobiliare avrà una regia della Regione? ««Stiamo discutendo - si limita a rispondere l'assessore - con i capigruppo e con tutti. Abbiamo semplicemente detto: fermi tutti, facciamo la legge e poi vedremo come gestire la questione».