«Più potere ai dipendenti nell'azienda del futuro»

CORTINA. Il Meeting del Giovani Industriali raccoglie e rilancia la sfida sull'impresa di domani
È la previsione-scommessa di Gianluca Vigne: «Dobbiamo prepararci a cambiare totalmente mentalità»
14/03/2010
Zoom Foto
Uno scorcio del convegno dei Giovani Industriali a Cortina

Roberta Paolini
CORTINA
Una sedia a slitta per liberare la schiena dalle faticose ore davanti al pc, realizzata all'interno del progetto Ergonomia FVG di Area Science Park. Oppure una casa che abbia malte e vernici bio, sistemi di risparmio energetico, o di controllo climatico, come quelle sviluppate dalla modenese Kerakoll. Un'azienda capace di imporsi sui mercati globali con una filosofia di posizionamento nuova che la fa crescere del 40% all'anno, come il caso di Pama. O imprese incubatori, che ibridano le due anime: quella innovativa dell'idea e quella finanziaria del venture capitalist a supporto del progetto, come H-Farm.
Sono questi i paradigmi, le icone da seguire per i giovani imprenditori del Nordest che si sono riuniti ieri a Cortina d'Ampezzo per la 23°edizione del loro Meeting. Un appuntamento annuale ripensato anche nel format: immaginato come dibattito aperto, destrutturato, interattivo, che utilizza tecnologie veloci come facebook e twitter edil mainstreaming, per permettere a tutti di partecipare in tempo reale e di interagire anche da remoto.
Al centro del confronto l'impresa del futuro. Con la consapevolezza, redarguisce un guru del management come Sebastiano Zanolli, ad di 55 DSL, incaricato di moderare i diversi interventi, che «non esistono oggi soluzioni pret a porter». «Servono sacrificio, velocità, voglia di rischiare. Cose cui avevamo smesso di essere abituati negli ultimi 25 anni».
L'impresa di domani dovrà essere diversa, afferma Gianluca Vigne, presidente dei Giovani Imprenditori del Veneto. «Continuare a fare impresa nel futuro significherà accettare i cambiamenti in corso, comprenderli e anticiparli, mettendo in gioco il paradigma stesso di impresa che, per continuare ad esistere, dovrà diventare una realtà nuova, in un mondo nuovo».
L'epoca in cui si trovano ad agire le aziende di oggi è in rapida mutazione, con orizzonti più compressi, che richiedono scelte veloci, nuove invenzioni, nuove competenze. Per questo secondo Vigne bisognerà «allargare le maglie della gerarchia organizzativa responsabilizzando e dando maggior potere ai dipendenti; il che potrà portare sicuramente ad innovazioni più rapide, a nuove invenzioni, a minori costi, a una maggiore agilità nel rispondere al mercato e anticiparlo».
In tre parole l'azienda dovrà essere «aperta, efficiente, e veloce. Il multitasking è una realtà, le nuove generazioni, i post-Google già lo sono, hanno capacità di connessione e di interazioni per noi inimmaginabili. Pensiamo a come sconvolgerà il mondo dell'informazione l'iPad».
Eppure di fronte a questo scenario supersonico il Bel Paese sembra essere solo una zavorra: «Nel 2014 - ribatte Vigne - saremmo la settima economia al Mondo. È vero l'Italia è un rallentatore fisiologico, ma ci consentirà di metabolizzare meglio quest'epoca di violenti cambiamenti». Federica Guidi, Presidente nazionale dei Giovani di Confindustria crede, invece, che la politica in questa fase di crisi abbia agito bene. «Ora quello che ci attendiamo è la riforma del fisco. In qualsiasi modo essa si vorrà concretizzare, in Italia le imprese e le persone pagano troppe tasse. Questo significa meno risorse da impiegare per le nostre aziende. La meritocrazia si dovrebbe muovere anche in questa direzione».
Il tema della riforma fiscale è stato anche richiamato da Ministro del Welafre Maurizio Sacconi, che ha partecipato tramite un collegamento video.