Tre camerieri "down" in risposta all'offesa

TREVISO. L'Albergo etico si accorda con il ristoratore per ribadire l'accoglienza verso tutti
Nella pizzeria due mesi fa venne insultata da un avventore una bambina disabile. La decisione del titolare del locale applaudita
13/03/2010
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Ragazzi con sindrome di Down che lavorano grazie all'Albergo etico

TREVISO
Tre ragazzi down camerieri per un sera nella stessa pizzeria dove due mesi fa una bimba come loro, ma che neppure conoscono, è stata offesa da un vicino di tavolo "infastidito" dalla sua presenza. Un gesto "riparatore" voluto dal titolare della pizzeria "S. Agostino" di Treviso per rimediare al torto fatto alla bambina down e alla sua famiglia, tranquillamente seduti a cenare, da un cliente rimasto sconosciuto: «Quando si hanno figli mongoli è meglio restarsene a casa», aveva sibilato l'uomo disturbato dal gioco della bimba con alcuni ritagli di carta, uno dei quali era caduto inavvertitamente vicino al suo piatto.
Domani sera tre ragazzi down inseriti nel progetto di «Albergo etico», l'associazione di Asti che punta a creare una struttura ricettiva per il loro inserimento al lavoro, faranno i camerieri nella pizzeria di Treviso: «È la nostra risposta al gesto odioso di quella persona», spiega Catello Villani, che insieme ai figli gestisce da anni la pizzeria e che quella sera non si era accorto di niente. Di quel brutto episodio accaduto nel suo locale, Villani ha saputo solo quando il padre della bimba down, e di altre tre figlie piccole, ha deciso di renderlo noto per far sì che «simili scene non accadano più». Lì per lì, infatti, i genitori non avevano reagito all'offesa per evitare che la bambina assistesse a una scenata, ma nei giorni successivi, non volendo farlo passare sotto silenzio, il padre aveva denunciato pubblicamente quell'atto di inciviltà attraverso una lettera. «Cose del genere non devono succedere - fu la reazione del titolare della pizzeria appena letta la notizia - Se avessi assistito alla scena avrei allontanato quel cliente arrogante e cattivo. Di clienti così facciamo volentieri a meno». Tra l'altro, era stata proprio la figlia di Villani, che stava servendo ai tavoli, a intrattatenere la bimba facendola giocare con dei pezzetti di carta. Ma nemmeno lei si era accorta della frase. «Un gesto semplice, che però spiega con chiarezza quale sia la scelta giusta da fare - commenta il ministro Luca Zaia - Mi auguro che questa storia a lieto fine faccia da apripista ad altre esperienze di questo tipo».