«Porterò le radici cristiane nello Statuto». È polemica
VERSO IL VOTO. La proposta del ministro-candidato Luca Zaia suscita l'immediata reazione del Pd e degli altri partitiFilippin: «Ma non erano i leghisti quelli del dio-Eridanio e dei riti celtici?» De Poli ricorda: «L'idea l'avevamo proposta già noi»
VENEZIA
Il candidato del centrodestra in Veneto, Luca Zaia, intende inserire nel prossimo statuto della Regione un chiaro riferimento alle origini cristiane del popolo veneto. «Al centro della mia attenzione - spiega il candidato-ministro della Lega - c'è la legge costitutiva del popolo veneto, cioè lo Statuto regionale. Ho bene in mente il dibattito che si è sviluppato in Europa e che ha impedito agli eurocrati di esplicitare le origini cristiane del nostro continente. Così non accadrà per il Veneto. Ne sono assolutamente certo». Zaia invita per questo anche il centrosinistra «ad un confronto serrato, che ci porti a definire nel nostro statuto, in modo condiviso - sottolinea - le origini giudaico cristiane del popolo veneto». «Siamo tutti figli - aggiunge - di quella grande Repubblica che fu la Serenissima. In essa convivevano genti e territori diversi e, fra loro, la struttura connettiva fu proprio il cristianesimo. Ciò non impedì l'autonomia della vita politica e civile della Serenissima».
Le reazioni non si sono fatte attendere. Punge Rosanna Filippin: «Per la Lega i valori cristiani contano solo quando fa comodo, ma le radici cristiane della nostra cultura non sono un gadget elettorale: non dimentico di quando Bossi e i suoi compari celebravano con riti insulsi il dio Eridano e i matrimoni celtici. O di quando la Lega ha allestito manifestazioni come il Bianco Natale».
Chiosa Antonio De Poli: «Fa piacere vedere che Zaia riprende una proposta che l'Udc presentò in Consiglio regionale. L'accoglienza, l'apertura verso il prossimo, la non discriminazione e la ricerca della salvaguardia dell'uguaglianza. Sono queste le basi delle nostre radici cristiane. Mi auguro, quindi, che i buoni propositi dichiarati in campagna elettorale si dimostrino reali e non solo vuoti spot».
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