Bimba muore in sala parto Due sanitari sono indagati

LA DISGRAZIA. Noemi Panozzo è deceduta durante il cesareo al Boldrini dopo che alla madre era stato ripetuto più volte che era tutto sotto controllo
Un ginecologo e una ostetrica sono finiti sotto inchiesta per omicidio colposo. Domani l'autopsia
26/07/2009
Zoom Foto
Il pm Marco Peraro

Tragedia in sala parto all'ospedale Boldrini di Thiene dove Noemi, una neonata di 3,2 chili, è morta giovedì al momento della nascita. La madre di 28 anni era entrata al mattino e il tracciato cardiotocografico aveva messo in evidenza che la situazione era normale. Ripetuto lo stesso esame alle 13.30, quando la donna diceva di non sentirla più, i sanitari avrebbero rassicurato la tedesca Chiristina Taube, sposata da un anno al coetaneo Francesco Panozzo di Tresché Conca di Roana, che non c'era nulla di cui preoccuparsi. Invece, mezz'ora più tardi il quadro è drammaticamente mutato e si è rivelato inutile il taglio cesareo.
Ieri il sostituto procuratore Marco Peraro, al quale si sono rivolti i genitori della piccola morta, assistiti dall'avvocato Roberto Rigoni Stern di Asiago, perché sostengono che ci sono state apparenti negligenze e sottovalutazioni nella convulsa e angosciante mattinata nel reparto diretto dal prof. Corrado Bondavalli, riconosciuto per l'eccellenza del servizio, ma dove qualcosa è accaduto visto l'epilogo, ha avviato un'inchiesta per omicidio colposo.
Il pm ha spedito un avviso di garanzia al ginecologo Carlo Dorizzi, 35 anni, che ha seguito la puerpera giovedì, e all'ostetrica Laura De Munari, 39 anni, di Marano, che affiancava il medico, perché si vuole capire che cos'è avvenuto. Si parla di un improvviso distacco della placenta o dell'attorcigliamento del cordone ombelicale attorno al collo della bimba: di certo la tragedia è stata del tutto inopinata.
Solo l'autopsia, che sarà eseguita dal medico legale Andrea Galassi, potrà dare risposte a una vicenda che ha suscitato tante domande da parte dei genitori sconvolti. «Affiancheremo il consulente della procura con un nostro medico - spiega l'avv. Rigoni Stern - perché emerge un quadro preoccupante per un reparto che da tutti è considerato tra i migliori, ma nel quale giovedì sono accadute strane cose che la magistratura deve chiarire».
La gravidanza di Christina era filata via liscia per nove mesi. Noemi era alla quarantesima settimana e da cinque giorni aveva superato la data presumibile del parto. Giovedì alle 8.30 è entrata in reparto e si lamentava che aveva la pancia dura. «Non la sento più», ripeteva. Dopo l'esecuzione del primo tracciato dalle 9.27 alle 10.27, e di un'ecografia, è stata rassicurata ed è stata invitata a ritornare alle 13.30. Scendendo le scale, però, ha avuto delle perdite ematiche. È tornata indietro, ma nonostante le sue perplessità, è stata di nuovo rassicurata da un'infermiera sbrigativa.
Quando la coppia è rientrata all'una, alla puerpera sono stati rifatti gli esami. Il tracciato relativo ai parametri vitali delle 13.10 pare fosse regolare, tanto che per oltre un'ora i due ragazzi sono rimasti da soli in una stanza. Quando alle 14.25 il dr. Dorizzi ha eseguito la seconda ecografia il dramma, di fatto, si era già compiuto. Il medico ha cambiato espressione, come riferiscono Christina e Francesco ed ha detto che bisognava fare subito il cesareo.
Si sono però dovuti attendere parecchi minuti (15-20?) per l'arrivo dell'anestesista, ma per Noemi non c'è stato nulla da fare. «Quello che è successo è gravissimo - conclude l'avv. Rigoni Stern - i contorni sono quelli di un caso di malasanità per la sottovalutazione con il quale pare sia stato affrontato il caso, sebbene all'interno di un reparto di riconosciuta qualità. Questo sconcerta ancora di più. Perdere un figlio così è devastante, soprattutto dopo che per ore è stato detto che tutto era a posto».
Ivano Tolettini

Ivano Tolettini