«Rally, il malgaro era informato: racconta bugie»

LUSIANA. L'organizzatore Paolo Grandesso risponde alle accuse
«Gli abbiamo scritto, l'abbiamo incontrato, quindi sapeva tutto La mucca? Era già morta prima del passaggio delle nostre auto»
01/10/2012
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La partenza di una delle auto partecipanti all'ultima edizione del rally Città di Bassano

«Non abbiamo parole. Le pesantissime accuse che Gianfranco Boscari lancia contro il rally Città di Bassano ci lasciano sorpresi, amareggiati e increduli». Paolo Grandesso, responsabile dell'organizzazione della gara bassanese disputatasi sabato lungo le strade dell'Altopiano e poi sul Monte Grappa, interviene, documenti alla mano, per ribattere alle affermazioni del malgaro di Gazzo Padovano che porta le mucche a pascolare tra Lusiana, Calvene e Lugo. Secondo Boscari, il passaggio delle auto impegnate nel rally avrebbe causato gravissimi danni al bestiame, compresa la morte di una mucca. «Nessuno mi ha avvisato. Ci hanno costretti a stare chiusi come prigionieri nelle malghe dalla mattina e non abbiamo potuto fare nulla. Una cosa incredibile»: queste le dichiarazioni del malgaro. Dichiarazioni che Paolo Grandesso non può accettare: «È impossibile che il signor Boscari non sapesse del passaggio del rally - precisa l'organizzatore - perché ci siamo sentiti più volte con lui nelle settimane precedenti la gara e ci siamo pure incontrati, alla presenza di Narciso Paccagnella, presidente della scuderia Bassano rally Racing. Il 20 settembre gli ho scritto una lettera in risposta ad un'altra lettera, che ci aveva fatto pervenire tramite un suo legale, con la quale ci informava che ci avrebbe ritenuti responsabili di eventuali danni a cose o persone causati dalla gara. Nella lettera del 20 settembre io scrivo che mi sarei assunto ogni responsabilità civile e penale per eventuali danni causati a cose o persone nella porzione di territorio in uso all'azienda agricola La vecchia fattoria di Gianfranco, Guido e Giuseppe Boscari. Sapeva benissimo che il rally avrebbe effettuato la prova del Cavalletto. Ne era stato informato, ci aveva scritto e gli avevamo risposto. E poi lo avevamo anche incontrato di persona. E se non bastasse, era stato messo al corrente della gara anche dal personale del Comune di Lusiana». Boscari ha dichiarato che non c'erano addetti ai controlli. «Niente di più falso. Tutti sanno quanto teniamo alla sicurezza. Sabato, lungo la prova del Cavalletto, hanno prestato servizio circa 120 persone tra commissari di percorso e addetti alla sicurezza, senza contare i rappresentanti delle forze dell'ordine inviati dalla Questura di Vicenza». E la mucca morta? «Era già morta prima del passaggio del rally, tanto è vero che gli equipaggi apripista, passati prima delle auto da gara, ci hanno avvisato di aver visto la carcassa dell'animale dentro la recinzione e non sulla strada. La mucca potrebbe essere caduta da un terrapieno alto alcuni metri. A quanto ci consta era gravida e quindi potrebbe aver avuto difficoltà di movimento. Il terreno viscido potrebbe aver favorito la caduta per scivolamento. Con la sua fine il rally non c'entra». Boscari ha dichiarato che ha sabato non ha potuto lavorare a causa del passaggio delle macchine. «Gli avevamo assicurato che non avrebbe avuto problemi nella consegna del latte, tanto è vero che i suoi mezzi hanno potuto effettuare il trasporto del latte appena munto senza inconvenienti in quanto avvenuto prima della chiusura delle strade. E anche al pomeriggio i mezzi hanno potuto farlo, non appena le strade sono state riaperte al traffico. Il secondo passaggio dei rallysti, poi, è durato meno del primo». E le sirene che avrebbero provocato il fuggi fuggi di mucche e cavalli? «I mezzi apripista azionano le sirene solo il tempo necessario di percorrere la strada per avvisare spettatori e residente dell'imminente chiusura al traffico. Come fanno ambulanze, vigili del fuoco, carabinieri e polizia quando devono intervenire. Nel passaggio pomeridiano le sirene non sono state azionate. Non solo. Il vicepresidente dell'Automobile club Vicenza nonché presidente della Mitropa Cup, Valter Bizzotto, sabato è andato personalmente nella fattoria del signor Boscaro per rassicurarlo. Il rally è transitato almeno una ventina di volte sulla piana di Marcesina, dove i capi di bestiame al pascolo sono migliaia. Mai successo nulla, e mai sono stati spaventati dalle sirene. Probabilmente sono bestie diverse da quelle che alpeggiano sul Monte Corno...».

Roberto Cristiano Baggio

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