Medio Chiampo «In due anni i conti in ordine»

MONTEBELLO. Il deficit accumulato durante la chiusura della discarica
I debiti ammontano a 18,8 milioni, di cui 12 con le banche e 6,7 con i fornitori. Il presidente: «L'azienda pubblica è sana»
15/09/2012
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I fanghi da concia stoccati nella discarica di Zermeghedo nel 2011

Un'esposizione debitoria di 18,8 milioni, ma i vertici sono convinti che in un paio d'anni i conti torneranno in ordine. Considerato un fatturato di 11 milioni, la situazione di Medio Chiampo - azienda pubblica che gestisce acquedotti e fognature nei Comuni di Zermeghedo, Gambellara e Montebello - è al centro di attente valutazioni. Soprattutto dopo l'atto di indirizzo approvato dai sindaci dell'Ato Valle del Chiampo, che hanno dato un sostanziale via libera all'integrazione con Acque del Chiampo. Pier Giorgio Rigon, presidente di Medio Chiampo 8 anni, analizza i numeri e osserva: «Sì, la società è indebitata, ma è strutturalmente sana e in un paio d'anni, grazie ai flussi di cassa positivi, ridurremo sensibilmente il passivo». I numeri parlano di 6,7 milioni di debiti con i fornitori, tra cui l'ex gestore del depuratore e ditte fornitrici di impianti, e i rimanenti 12 milioni verso le banche. «Nessuno nega l'esposizione - chiarisce Rigon -, accumulata nel periodo di chiusura della discarica. Un periodo difficile per la società, ma il peggio è alle spalle e siamo fiduciosi». «La chiusura - specifica Luigi Culpo, direttore di Medio Chiampo -, nel 2009 ci ha obbligato a portare altrove i fanghi della depurazione conciaria e ci è costata 5 milioni di euro. Da gennaio abbiamo ripristinato la gestione normale e smaltiamo i fanghi al costo di 30/40 mila euro al mese». Culpo analizza che nel 2012 è stato generato finora un utile di 300 mila euro e un flusso positivo di 1,4 milioni. «Significa - dice - che arriveremo a 2 milioni a fine anno. Useremo queste risorse metà per ripagare le banche e metà per i creditori. La previsione è di ridurre entro il 2013 il debito a 12 milioni che considerato il valore di produzione di 11 milioni e il valore del capitale investito, torneremo con i conti in ordine». Il pericolo di un calo di introiti per la crisi della concia non preoccupa Medio Chiampo. «Il distretto di Montebello-Zermeghedo ha registrato una tenuta - risponde Rigon -, fotografata dai metri cubi di reflui trattati: erano 1 milione e 40 mila nei primi 7 mesi del 2011, sono 1 milione e 50 mila nel primo semestre di quest'anno». La situazione di indebitamento straordinario, garantiscono i vertici aziendali, non peserà sugli investimenti per mantenere in funzione i presidi ambientali. «Abbiamo in programma - conferma Rigon -, la fognatura di Ca' Sordis a Montebello, l'acquedotto di contrà Canova a Gambellara, il potenziamento del sistema di trattamento dei reflui per l'abbattimento del cromo in collaborazione con l'Università di Padovae l'installazione dei pannelli fotovoltaici sull'impianto di depurazione di via Fracanzana». L'ipotesi di fusione con Acque del Chiampo, infine, per Rigon è «illegittima». «Perché improvvisata. Cioè presentata all'ultimo momento e non inserita all'ordine del giorno».

Silvia Castagna

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