È l'ora dei tagli Chiude bottega il giudice di pace
THIENE. Lo sportello rientra nel piano di riduzione della spesa pubblicaLa riorganizzazione ministeriale punta a ridurre gli uffici periferici della Giustizia. Si spera almeno nell'accorpamento con Schio
Il giudice di pace di Thiene se ne va. Il ministro della Giustizia Paola Severino lo chiama “recupero di efficienza"; in realtà si prospetta un risparmio di pochi euro all'anno (quelli per le utenze e le pulizie degli uffici di via I Maggio), in cambio di un probabile allungamento dei tempi della giustizia e di conseguenti, notevoli disagi per i cittadini di 15 Comuni, costretti a macinare chilometri anche solo per contestare una multa. Fino a Schio, nella migliore delle ipotesi; a Vicenza, più realisticamente. Sì, perché una cosa è certa: Thiene è destinata a perdere il servizio, così come Valdagno, Arzignano e Lonigo. A rischio pure la sede di Schio. Sta scritto nella riforma ministeriale annunciata dal Guardiasigilli, che prevede la soppressione (la chiamano riorganizzazione) di 674 sedi in tutta Italia, rispetto alle quali è atteso il parere delle commissioni competenti. Va detto che i locali dell'ex biblioteca, attuale sede del giudice di pace di Thiene, sono concessi in comodato gratuito al ministero, che rimborsa al Comune solamente le bollette. Mentre non ci sarebbero risparmi sui dipendenti (cancelliere e amministrativi), che verranno redistribuiti sul territorio. «Siamo in attesa delle decisioni, che come spesso accade subiamo dall'alto», spiega il coordinatore dell'ufficio thienese Giovanni Didonè. «So che è in corso un tentativo per unificare la nostra sede con quelle di Schio e Valdagno e di portarle nel tribunale scledense, che verrà soppresso. L'alternativa - chiarisce - è una sede unica a Vicenza». La settimana lavorativa del magistrato onorario è piuttosto intensa. «Lunedì civile a Schio, martedì civile a Thiene, mercoledì penale a Thiene, giovedì penale a Schio. A volte si fatica a trovare il tempo per scrivere le sentenze. Le udienze? Quelle civili sono anche 30 al giorno, con una media di 25. Un po' meno quelle penali», Didonè, ormai vicino alla pensione, non sarebbe più di tanto toccato dal trasferimento nel capoluogo, ma «chi viene penalizzato sono i cittadini, magari di Asiago o di Lastebasse, costretti a farsi 100 chilometri per depositare un atto, oltre al personale delle sedi staccate, spesso composto da donne che abitano in zona». Critica anche l'altro giudice di pace in servizio a Thiene, Mariateresa Nugnes: «Con questa riforma - commenta - prevedo un intasamento di fascicoli. I tempi della giustizia si allungheranno inevitabilmente». Della questione, già presa a cuore dal sindaco Busetti, si sta interessando anche l'Amministrazione Casarotto. «Sono in corso contatti con Schio - rivela il primo cittadino - per salvare questa figura preziosa per i cittadini. È chiaro comunque che sono decisioni calate dall'alto, sulle quali non abbiamo molti margini; possiamo solo cercare di far cambiare idea a Roma. Ma l'esito è tutt'altro che scontato».
Paolo Mutterle
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