I tagli alle risorse mettono a rischio le case di riposo

SANTORSO.Un convegno sul futuro delle Ipab
L'assessore regionale: «Puntare a nuovi centri di servizio d'area»
13/07/2012
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Un momento del convegno. A.L.

Sono le case di riposo comunali le prossime vittime dei tagli della spending review. Se n'è parlato a Villa Miari in un convegno, organizzato dai Comuni di Santorso, Valli del Pasubio, Valdastico e Caltrano, per capire quali strategie adottare entro fine anno per salvaguardare le strutture assistenziali all'interno delle quali lavorano anche dipendenti comunali. Secondo la nuova normativa i Comuni dovrebbero avere un numero di dipendenti proporzionato al numero di abitanti indipendentemente dal fatto che sullo stesso territorio sia presente una casa di riposo. Un problema che si concretizzerà a breve se non si trova una scorciatoia e si effettua una trasformazione giuridica dell'ente assistenziale con lo scopo di tutelare questo servizio fondamentale per i cittadini. L'idea più attuabile è di trasformare le case di riposo in Ipab o in fondazioni altrimenti la strada percorribile rimane quella di privatizzare. «La sfida che ci troviamo di fronte è di non facile risoluzione – ha detto l'assessore regionale ai servizi sociali Remo Sernagiotto – Io consiglio ai sindaci che hanno nel proprio territorio una casa di riposo di aprire un dibattito con le parti sociali in merito a questa problematica. Una delle alternative da prendere in considerazione è un modello di casa di riposo che vada realmente verso un centro di servizio d'area con risparmi effettivi di gestione». «Un ragionamento sulla trasformazione della forma giuridica va fatta in primis per tutelare i pazienti – ha confermato Sante Bressan, facente funzione di direttore Ipab La Pieve – Oggi stentiamo ad occupare tutti i posti letto perché le famiglie non ce la fanno più a sostenere economicamente le rette e non ci sono più soldi nemmeno per pagare le badanti. In quest'ottica che fine faranno gli anziani, in particolare i non autosufficienti che necessitano di assistenza 24 ore su 24?». A.L.

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