Azienda delocalizza A rischio 43 posti

BARBARANO. La “Redi HT” in località Ponte
Entro fine anno lo stabilimento sarà chiuso e la produzione di tubi e raccordi per gli scarichi civili sarà trasferita a Piombino
03/02/2012
Zoom Foto
La sede di Barbarano dell'azienda “Redi HT”

Lo stabilimento della “Redi HT srl” di Barbarano, con sede in località Ponte, che produce tubi e raccordi in plastica per scarichi civili, sarà chiuso entro la fine del 2012. Attualmente l'azienda, che è controllata dalla multinazionale belga Aliaxis, ha 43 dipendenti, preoccupati per il loro futuro occupazionale. Ieri sera una nota dell'azienda ha informato che «è stato approvato un progetto di fusione tra le società Dalpex spa e Redi HT srl, e un piano di consolidamento delle attività produttive italiane, deliberando la chiusura dei due siti produttivi di Barbarano (Redi HT) e di Campiglia Marittima (Dalpex), l'accorpamento delle attività di produzione dei tubi nel sito di Piombino, in Toscana, e la dismissione dell'attività marginale di produzione dei raccordi». Le rappresentanze sindacali informate ieri dal management della nuova strategia di delocalizzazione lanciano l'allarme. «Stiamo lavorando per scongiurare la chiusura dello stabilimento di Barbarano che dà da vivere a 43 famiglie del circondario», dicono Sergio Merendino della Filctem Cgil e Marco Faccin della Femca Cisl. «Dal nostro punto di vista la cosa assurda - aggiunge Merendino - è che l'azienda va benissimo ed ha deciso di delocalizzare anche in Polonia. Non c'è ragione che un'azienda con un ottimo portafoglio ordini e con il bilancio in attivo se ne vada dal nostro territorio». Al contrario la dirigenza parla di «fortissima crisi» del mondo delle costruzioni civili, dove sono venduti i prodotti della Redi HT. «Oltre al danno c'è la beffa - aggiunge -. Infatti i lavoratori non hanno diritto agli ammortizzatori sociali, perché l'azienda non è in crisi. Quindi non si potrà far ricorso alla cassa integrazione». Il Consiglio d'amministrazione, tuttavia, nella nota «ha dato mandato al management di avviare una fase di discussione con le parti sociali e con i singoli lavoratori, al fine di valutare le possibili soluzioni alternative per limitare le ripercussioni sociali». Il manager Yann Inghilesi ha sottolineato che «si stanno mettendo in atto azioni volte a minimizzare le ripercussioni per gli operai». Le parti si incontreranno il 14 febbraio nella sede di Confindustria Vicenza. Filctem-Cgil e Femca-Cisl non escludono iniziative anche a livello provinciale.

Emilio Garon




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