«Mai chiesto scusa Chi mi paga il legale?»
CORNEDO. Il giovane di 22 anni al centro della vicenda del mozzicone«Mi chiedo perché non hanno fatto indagini prima»
Mozzicone di sigaretta, ultima puntata. Dopo la multa, il ricorso, l'udienza davanti al giudice di pace e l'annullamento della sanzione, con tanto di scuse da parte della polizia locale, è il giovane imprenditore cornedese a chiedere la parola. E lo fa con risentimento, sempre per quei «motivi di principio» che l'hanno spinto ad andare a fondo di una vicenda che fin dal primo momento non ha esitato a definire kafkiana. Fabio Vigolo, 22 anni, titolare di una carpenteria a Cereda, nella notte fra il 2 e il 3 settembre scorso era stato - in base alle prime contestazioni - pizzicato a buttare a terra un mozzicone di sigaretta in piazza Aldo Moro a Cornedo. Gli agenti del consorzio di Valdagno lo avevano identificato con le telecamere e lo avevano multato con 50 euro per aver violato il regolamento di polizia urbana, perchè aveva sporcato per terra. Con lui un'altra ventina di persone, che hanno quasi tutte pagato. Non Vigolo. «Primo, non ho mai fumato in vita mia; secondo, a quell'ora ero da un'altra parte, in un bar di Castelgomberto. Ho tre amici che possono testimoniarlo». Vigolo si era rivolto al sindaco, e su suo suggerimento aveva presentato ricorso al comando. Ricorso bocciato: «I verbalizzanti confermano integralmente l'accertamento, specificando che il signor Vigolo è stato identificato sul posto... seduto sul muretto di accesso all'entrata pedonale della biblioteca». L'identificazione era avvenuta qualche ora prima; Vigolo era stato poi “riconosciuto” grazie all'abbigliamento come colui che aveva gettato il mozzicone. La multa era salita nel frattempo a 61 euro. Ma l'imprenditore non si è dato per vinto. Pur sapendo che gli sarebbe costato molto di più che pagare, si è rivolto ad un legale. L'avv. Flavio Pana ha presentato ricorso al giudice di pace di Valdagno. Che, l'altra mattina, gli ha dato ragione: verbale annullato, mentre il Consorzio deve pagare 150 euro di spese. Il comando, in una nota, aveva in precedenza ammesso l'errore, spiegando di aver confuso nelle immagini Vigolo con qualche altro, e scusandosi. Tutto a posto? Neanche per sogno. «In primo luogo nessuno mi ha chiesto scusa - sbotta Vigolo -. Ma non mi lamento per questo. Mi secca che la polizia locale, dopo il mio ricorso, abbia confermato la multa senza mai interpellare i miei amici che potevano sottoscrivere che ero da un'altra parte. E poi, chi me lo paga l'avvocato? Perchè se un vigile sbaglia a rimetterci deve essere il cittadino? Senza dire che io mi sono impuntato e mi sono deciso ad andare fino in fondo. Quanti decidono invece di pagare per non avere grane?». Il suo legale, invece, entra nel tecnico. «Mi chiedo sulla scorta di che cosa il comando abbia dichiarato che Vigolo era stato identificato sul posto - chiosa l'avv. Pana -, quando poi è emerso che non era certo lui il trasgressore. E sulla scorta di che cosa abbiano rigettato il suo ricorso, senza che vi fosse alcun elemento nuovo. In questa maniera il giovane è stato costretto a ricorrere ad uno studio legale per farsi tutelare e per ottenere la ragione che aveva fin dall'inizio».D.N.
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