«Valdagno è più viva che mai»

POLITICA. Il sindaco Alberto Neri replica punto su punto alle accuse di “sonnolenza” lanciate da Alfonso Ferrio
«Sono passati i tempi della contrapposizione fra comunisti e democristiani. Chi amministra deve portare idee e soluzioni»
02/02/2012
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Il parco “La Favorita”, restituito ai valdagnesi

«La politica non è mai stata sveglia come in questo periodo». Il sindaco Alberto Neri non riesce a rimanere in silenzio davanti al quadro letargico di Valdagno dipinto da Alfonso Ferrio. E di fronte alle accuse mosse da chi per 50 anni è stato uno dei più attivi protagonisti della politica e della vita sociale cittadina, dirigente della Marzotto dal 1951, ribatte punto su punto. Lo fa elencando opere pubbliche e infrastrutture viarie che hanno «permesso alla città di adeguarsi ai tempi, con cambiamenti radicali e strategici». MARZOTTO. La famiglia laniera «ha lasciato un'importante eredità - spiega Neri - ed i rapporti sono di collaborazione. Il risultato è che le fondazioni culturali Marzotto continuano ad aiutare la città, anche se in modo diverso. Ma il rimpianto comprensibile di chi ha vissuto anni diversi è utile solo se permette di individuare la strada per il futuro». È un fiume in piena il sindaco, difficile da arginare «sono 7 anni che lavoro per Valdagno e ho sotto gli occhi tutti i passi che sono stati fatti per andare sempre avanti». OPERE. Alla stoccata della politica dormiente lanciata da Ferrio, Neri risponde con l'elenco di lavori che hanno modificato la veste della città: «La restituzione ai valdagnesi del parco “La Favorita”, il nuovo Palalido e il rifacimento del centro storico sono opere che hanno vivacizzato Valdagno. E chi non si ricorda l' imbottigliamento che attanagliava Ponte dei Nori, con chilometri di automobilisti incolonnati verso sud? Ora abbiamo a disposizione 3 strade a scorrimento che permettono di evitare proprio quell'isolamento a cui Ferrio fa riferimento. E non ci fermiamo, visto che abbiamo trovato l'accordo con tutti i Comuni di valle per individuare il lotto di collegamento, ovvero la strada che attraverserà Cornedo, che ci collegherà con la futura Pedemontana». Sorride, invece, quando sente nominare il Consorzio tra Valdagno e Schio per il traforo: «Quello sì è acqua passata. Il tunnel è stato ceduto alla Provincia e con quell'operazione si è superato anche il consorzio. Oggi si è al passo se si parla di Fondazione Festari e di Ipa con tavoli di lavoro a cui siedono le categorie economiche e le organizzazioni sindacali: questi sono gli strumenti di integrazione attuali». E sottolinea l'obiettivo raggiunto proprio in quelle sedi: abbassamento del pedaggio per il traforo, con abbonamento, dai precedenti 3 euro e 20 centesimi agli attuali un euro e 50 centesimi. «Ed ora bisogna entrare nell'ottica dell'integrazione dei servizi: scuole e ospedale. E dobbiamo batterci per mantenere servizi come il giudice di pace che, se a livello legislativo non cambia qualcosa, verrà eliminato». CULTURA. Anche Neri confida di rimpiangere i premi Marzotto. Ma «è cambiato il mondo, si sono modificate le esigenze e anche le risorse. Non dimentichiamo, però, le offerte culturali della galleria civica e della scuola di musica. Per non parlare del grandioso recupero del Dam, portato avanti dalla famiglia Marzotto, diventato un luogo di rinascita culturale. Il punto è che ognuno deve fare la sua parte. La politica è più sveglia dei decenni passati: non ci sarà più la contrapposizione in consiglio comunale tra democristiani e comunisti a cui fa riferimento Ferrio, ma è in prima linea per proporre. Le iniziative a Valdagno in passato avevano il marchio Marzotto, oggi c'è quello pubblico».

Veronica Molinari

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