Perseguita l'imprenditore con sms e appostamenti A giudizio una donna

PROCESSO. Oggi in tribunale la prima udienza dell' arrestata
La cinquantenne respinge le accuse. «Ho lasciato mio marito per lui. Ero solo innamorata e gelosa»
01/02/2012
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Elena Nadia Cipriano

Dalle pagine di “Repubblica” come una vip accanto a Gorbaciov, al processo per stalking. «Sono stata arrestata e ora vengo processata solo perchè ho amato. Non sono una stalker». Questa è la linea difensiva di Elena Nadia Cipriano, 50 anni, e passerà al vaglio oggi del tribunale di Schio. La donna era finita ai domiciliari nel mese di giugno per aver perseguitato un professionista scedense, che la denunciò, facendola arrestare, perché le aveva stravolto l'esistenza col suo presunto atteggiamento asfissiante. Così, quella donna con cui avrebbe avuto una relazione sarebbe finita in manette con l'accusa di stalking. «Ma quale stalking - si difende la donna, che urla la propria innocenza - ero solo una donna innamorata, gelosa, che cercava di riconquistare l'uomo che amava. Ho lasciato mio marito con cui ho avuto tre figli per lui, avevo investito tutta la mia vita nella nostra storia. Quando non ne ha voluto più sapere, mi è crollato il mondo addosso, ho reagito tempestandolo di sms, ma ogni donna innamorata lo farebbe. Dicono che l'ho perseguitato, ma non è vero». Elena Cipriano era stata arrestata dai carabinieri della stazione di Schio e poi rinviata a giudizio. Moglie di un noto albergatore di Soverato, in provincia di Catanzaro, l'imputata per stalking del processo che si celebrerà alle 15 di oggi, aveva avuto gli onori della cronaca nazionale il 24 luglio del 1997, quando venne fotografata in un albergo a Vietri sul mare, gestito dall'ex marito, mentre si trovava in compagnia di Gorbaciov e della moglie Raissa, suoi clienti. «Non avrei mai pensato di ritrovarmi sui giornali per un fatto di cronaca nera, che mi ha devastato la vita». Il 24 luglio del 2011, esattamente 14 anni dopo, sui giornali c'è finita per cose ben più gravi. La donna è accusata di atti persecutori nei confronti del professionista, che si sarebbe sentito pressato con sms insistenti e appostamenti davanti al suo ufficio, tali da rendere insopportabile la sua presenza. Sono accuse che l'imputata respinge fermamente e dalle quali Nadia Cipriano, assistita dall'avvocato Raffaele Cinnella di Vicenza, vuole difendersi per dimostrare la propria innocenzaN.B.




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