«Disastro ambientale»

IL BILANCIO. A dirlo è il comandante del corpo forestale Alberto Piccin
27/01/2012
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Il comandante Alberto Piccin

«Finalmente la situazione è sotto controllo; la strada è stata riaperta. Ma i danni ambientali di questi incendi sono ingentissimi. Fra virgolette, è possibile parlare di “disastro ambientale”». Alberto Piccin, comandante provinciale del Corpo forestale dello Stato, è preoccupato per i roghi che hanno funestato il Costo. Il fuoco ha bruciato circa 50 ettari, ma un calcolo più approfondito verrà compiuto solamente oggi. «Prato, pascolo e bosco sono stati distrutti, e il fuoco ci ha fatti tornare indietro di molti anni. Quella zona, scoscesa, stava per riprendersi dopo le decine di incendi che l'avevano funestata nei decenni scorsi. Per questo il danno al territorio e alla sua stabilità è ingentissimo». Piccin precisa che dal punto di vista economico il problema è relativo, anche se non bisogna dimenticare che il bosco garantiva maggiore stabilità idrogeologica, ad esempio contro le frane, e che sarà necessario intervenire in maniera diversa, con la costruzione di muretti. «È un versante ripido lungo una strada trafficata e fondamentale per l'accesso sull'Altopiano, sarà necessario intervenire». Il comandante provinciale sottolinea anche che il fuoco ha causato una notevole emissione in atmosfera di anidride carbonica, la causa principale dell'effetto serra, con la dispersione di particelle sottili, dannose tanto più in questo periodo in cui non piove. «Il compito del bosco è di immagazzinare anidride carbonica, che dopo un incendio viene invece liberata nell'atmosfera: anzichè per il risparmio, un rogo agisce per il consumo di anidride». Piccin sta coordinando anche i suoi investigatori che hanno avviato le indagini per individuare le cause degli incendi, e soprattutto quali siano le mani che li hanno appiccati. I dubbi che si sia trattato di fiamme dolose sono infatti svaniti una volta appurato che il fuoco è divampato più o meno contemporaneamente in diversi punti. «Abbiamo avviato accertamenti e speriamo di dare un nome a chi ha commesso questo scempio». D.N.




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