Il pane fresco dal distributore

PEDESCALA. Chiuso l'unico panificio, le rosette si acquistano alla macchina automatica situata davanti all'ex negozio
Il "forno bianco" è attivo 24 ore su 24, ma per ora non "sforna" più di 12 chili al giorno
13/01/2011
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Il "panificio" meccanico in funzione da un paio di settimane. FILOSOFO

A Pedescala, in Piazza Prima Armata, dal primo dell'anno è in funzione "Forno bianco", il distributore automatico di pane fresco, non confezionato, attivo 24 ore su 24. La gente del luogo inserisce nella gettoniera delle monete, prende il sacchetto e, premendo il bottone start, riceve un pari quantitativo di "rosette".
Niente più tradizionale negozio che profuma di pane caldo e croccante appena sfornato, ma un moderno distributore. Lì vicino, infatti, ci sono le serrande chiuse del panificio dei fratelli Michele e Nicola Pretto. Per una vita hanno fatto i fornai seguendo una tradizione iniziata ancora con i nonni. Fino allo scorso anno, alla fine di dicembre, quando Nicola, non ancora in pensione come invece Michele, ha chiuso il panificio, che un tempo aveva anche il bar, rinunciando ad affittarlo.
Paese e frazioni senza più pane, dunque? In soccorso è arrivata la tecnologia, tramite un distributore automatico installato da Antonio Sandonà, vulcanico ideatore di manifestazioni promozionali, quali la famosa "Festa del gnoco" ad Arsiero, la coltivazione di patate dell'alto Astico, e la produzione del formaggio di Posina, denominato "orso Dino". «Qui - dice Sandonà - si trattava di continuare a dare un servizio che era venuto a mancare. Il distributore di pane sopperisce a tale bisogno, è un'idea giovane, che favorisce chi era già nostro cliente. Non era possibile pensare di aprire un punto vendita, dato che la popolazione è troppo esigua. Col distributore il guadagno è poco, dato che ora si vendono circa 12 chili di rosette al giorno, ma l'esperimento potrebbe essere riproposto anche in altri centri della valle, dove molti piccoli negozi hanno chiuso e quelli rimasti sono attivi con costi di gestione insostenibili».
Proprio la chiusura di tanti punti vendita al dettaglio è divenuta ormai una costante. Basti pensare che Pedescala negli ultimi decenni ha perduto l'Unione Cooperativa di consumo di Orlando Marangoni, quattro bar, la macelleria di Mario Nicolussi, l'osteria e gli alimentari di "Tati", la tabaccheria di Florio Spagnolo, l'edicola di Ivana Pretto, e, buon ultimo, il panificio di Michele e Nicola Pretto. Una dolorosa "morìa", dato che anche il circolo Unpli, del Consorzio Pro loco, punto di ritrovo e di ristoro inaugurato qualche anno fa con molte speranze, funziona ormai soltanto a singhiozzo.
«Arrivati a questo punto - dice l'assessore comunale Dario Moro, residente a Pedescala - va bene anche il distributore automatico. Se non altro è un servizio che già funziona e che la nostra gente apprezza. Speriamo che in futuro possa essere aperta una nuova bottega di alimentari».
Intorno c'è l'aria fredda della valle, e le rosette, comunque, continuano ad arrivare. Manca però qualcosa: non si sente il profumo fragrante del pane in via di cottura. Il forno, purtroppo, non c'è più.

Giovanni Matteo Filosofo

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