Caso di scabbia a scuola

CHIAMPO. La mamma di un'alunna del plesso “Portinari”, colpita dall'infezione, lancia l'allarme per evitare il contagio
«La preside ha minimizzato l'accaduto e non ha ancora diffuso la notizia nelle classi»
12/11/2010
Zoom Foto
L'ingresso del plesso della scuola elementare "Portinari" dove si è verificato il caso di scabbia. DALLARI

Allarme scabbia a Chiampo, nella scuola elementare "San Giovanni Bosco" del plesso di Portinari. L'altra mattina è stato accertato un caso di scabbia su un'alunna straniera di 8 anni. È la mamma della piccola, anche lei con visibili, in viso, le prime avvisaglie della malattia, a raccontare. «Due settimane fa ho portato mia figlia dal pediatra. Aveva piccole chiazze rosse in rilievo, vesciche, lesioni su tutto il corpo, tranne in viso, prurito che si scatenava soprattutto durante le ore serali o di notte. La dottoressa che sostituiva il pediatra di Chiampo, quel giorno, ha accertato sulla mia bambina una reazione allergica».
La giovane mamma, dopo due settimane di cure dermatologiche e un cambio drastico nella dieta della bambina, non ha notato nessun miglioramento: «Le pustole e le vesciche aumentavano anziché diminuire e mia figlia si grattava la pelle fino a farla sanguinare». La donna, spaventata, martedì ha indaga sul web per scoprire, da alcune foto, che le pustole di sua figlia erano le stesse di pazienti affetti da scabbia.
La signora immediatamente ha portato la bimba al pronto soccorso di Arzignano. «Ci hanno dirottate in dermatologia a Vicenza. Non dimenticherò mai le facce dei medici e del primario. Mi hanno detto, stupiti, che erano anni che non vedevano un caso di scabbia». Il primario accerta la presenza del parassita nella piccola paziente da circa un mese, ha inviato immediatamente una denuncia all'ufficio di Igiene Pubblica, come prassi in questi casi.
«Il nostro pediatra stesso è sbigottito - spiega la mamma della bimba - e ha chiarito che la sua sostituta non avrebbe mai potuto immaginare che mia figlia avesse la scabbia. Parole sue, in trent'anni di lavoro a Chiampo non aveva mai visto nemmeno un caso».
La mamma poi mostra il verbale del pronto soccorso di Vicenza che obbliga la piccola paziente «all'isolamento» e chiunque sia stato a contatto con i soggetti infetti «a sottomettersi a trattamento precauzionale». La famiglia deve anche procedere «alla disinfestazione dei luoghi di vita della paziente».
Per quanto riguarda la bimba, ha iniziato la cura ieri. «Viviamo disinfettando ogni stanza e lavando tutto con la candeggina. Questo perché - dice allarmata la signora - la scabbia è molto contagiosa, tant'è vero che io comincio ad averne i sintomi».
Per informare la scuola, l'altro ieri, la mamma, carte alla mano, si è presentata dalla dirigente dell'istituto comprensivo di Chiampo, Fiorella Menti. «L'ho avvertita per non mettere in pericolo altri bambini. La dirigente mi è sembrata minimizzare l'accaduto, affermando che non era il caso di divulgare la notizia. La mia preoccupazione è che l'infezione non sia stata trasmessa ai compagni di mia figlia. E mi chiedo: perché non avvertire tutti quei bimbi che frequentano la stessa aula, la stessa palestra, la stessa mensa, gli stessi ambienti di mia figlia?

Eva Dallari