Salta il numero legale, Consiglio nullo

BREGANZE. Ieri sera due gruppi, fra cui quello dei fuoriusciti dalla maggioranza, hanno lasciato l'aula per protesta
Il sindaco accusato di aver snobbato un ordine del giorno presentato dagli ex colleghi di Giunta
29/07/2010
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Il sindaco Silvia Covolo

"Scelte Condivise" abbandona l'aula e annulla la seduta del consiglio comunale di Breganze. Ieri, poco dopo l'inizio della riunione, i consiglieri del gruppo di minoranza hanno deciso di allontanarsi dalla sala delle adunanze sapendo che così sarebbe venuto meno il numero legale necessario per poter continuare la seduta. È stata una vera e propria strategia per dare un segnale forte alla maggioranza, in quanto già i 2 componenti di "Immagina Breganze" avevano dichiarato che non sarebbero stati presenti al consiglio, mentre altri non c'erano perché in ferie. «Abbandoniamo l'aula - ha detto il capogruppo Filippo Prandina - in segno di protesta contro il rifiuto da parte del sindaco di inserire in questa seduta una nostra proposta di delibera riguardante la "variazione di una norma tecnica del Piano degli Interventi". La proposta voleva trovare una soluzione per agevolare quelle aziende di Breganze che, trovandosi in difficoltà per la crisi economica, non hanno raggiunto i volumi edificatori determinati in fase progettuale. Questo, infatti, farà sì che dovranno versare al Comune una pesante penale. Noi avevamo chiesto che ciò non accadesse ma l'istanza non ha trovato ascolto, nonostante il sindaco avesse in precedenza detto pubblicamente che nel nostro paese sarebbe prioritario parlare delle questioni di interesse dei breganzesi».
Il primo cittadino Silvia Covolo fa sapere di non aver inserito la proposta di delibera nella seduta di ieri perché, essendoci molteplici aspetti da considerare, lei e l'assessore alle attività produttive Ivan Dalla Valle avevano ritenuto di rinviare a settembre ogni decisione in quanto una risposta frettolosa non sarebbe servita a nulla. «L'intervento di Prandina è strumentale - ha concluso Dalla Valle - ed è grave che vengano usate le reali difficoltà delle aziende solo per delegittimare l'avversario politico». S.D.M.