Vallortigara I sopravvissuti raccontano la furia nazista
RESISTENZA
Enrico Penzo venne gravemente colpito dalle raffiche di fuoco dei rastrellatori nazisti ma, alla bella età di 85 anni, è ancora qui a raccontarlo. Sarà uno dei due ospiti straordinari dell'appuntamento di domani sera alle 21 a palazzo Toaldi Capra, dove lo studioso e scrittore Ugo De Grandis presenterà il suo libro "Vallortigara, giugno 1944", frutto di sei mesi di interviste e ricerche sul rastrellamento avvenuto sulle montagne fra Schio e Valli del Pasubio.
Un resoconto completo e ricco di testimonianze di uno degli episodi emblematici della Resistenza vicentina. Due partigiani vennero uccisi e due feriti. Il capo pattuglia Bruno Brandellero si consegnò ai nazisti per evitare la carneficina fra i civili. I sopravvissuti furono Penzo e l'amico Luciano Dalle Mole, scomparso nel 2002. Penzo, ferito da 10 pallottole di cui una esplosiva che gli spappolò la coscia destra.
Si nascosero a S. Caterina, nell'Asilo Rossi e in Fabbrica Alta, sfuggendo ad una vera e propria caccia all'uomo. Penzo abita in contrà Calta a S. Antonio, assieme alla moglie Ester. Un'altra testimone, Pierina Vallortigara, 86 anni, residente dell'omonima contrada, sarà presente alla serata. Fu ferita da una pallottola di mitragliatrice che la attraversò da un fianco all'altro. Rimase un mese in ospedale a Schio. Oggi vive a Poleo,circondata dall'affetto di tre figli e nipoti vari. M. SAR.
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