Droga ai minori, tre arresti
SPACCIO. Tre stranieri catturati dai carabinieri: il fumo dal Marocco ceduto a piccoli pusher o giovani assuntoriContatti coi clienti al kebab, smercio in piazza Carli per un "giro" di hashish da 5 mila euro a settimana
Lo smercio di hashish era sistematico e poteva fruttare, secondo i carabinieri, qualcosa come 5-6 mila euro a settimana. Il meccanismo oliato: l'appuntamento al negozio che vende kebab, panino in mano, poi il contatto con il potenziale cliente, infine lo spostamento in piazza Carli, dove quasi sempre avveniva lo scambio. La droga proveniva direttamente dal Marocco e veniva ceduta in panetti da un etto ciascuno a piccoli spacciatori o, in dosi più piccole, direttamente ai consumatori: tra questi, una quindicina di giovani sono stati segnalati alla prefettura. Molti sono minorenni italiani.
TRE ARRESTI. Il "giochetto", però, è finito. I carabinieri della compagnia di Valdagno, dopo circa un mese d'indagini sull'asse Montecchio-Vicenza, hanno arrestato tre persone, tutte di origine marocchina, e denunciato un italiano: la sua testimonianza è stata decisiva per lo sviluppo investigativo. In manette, in quella che è stata ribattezzata "operazione kebab", sono finiti Mohamed Oubaini, 36 anni, immigrato regolare, residente a Montecchio, in viale Europa, ma domiciliato a Roncà, nel Veronese; secondo i carabinieri del capitano Gandolfi è lui uno dei due capofila dello smercio, che veicolavano le maggiori quantità di stupefacente, insieme con Said Chtir, 24 anni, clandestino senza fissa dimora, ma di fatto domiciliato a Vicenza in strada del Meggiaro. La terza persona finita in arresto, Mohamed Amine Errouisii, 23 anni, regolarmente residente a San Germano dei Berici in via Campolongo, è considerato uno degli spacciatori di "secondo livello".
MONTECCHIO CROCEVIA. Stando alla ricostruzione dei carabinieri, i due pusher si spingevano fino a Vicenza per procacciarsi i clienti. Ma era a Montecchio che ruotava l'attività illecita. Oubaini e Chtir avevano eletto il kebab di via Madonnetta a "quartier generale", all'insaputa del titolare che secondo gli inquirenti è estraneo ai fatti. Nel negozio, tra un panino e l'altro, contattavano i clienti per poi spostarsi altrove, quasi sempre in piazza Carli, e portare a termine lo spaccio. I carabinieri hanno sequestrato 2,2 etti di hashish e circa mille euro in contanti. Stimano, tuttavia, che il giro d'affari fosse ben più consistente: oltre un chilo di fumo a settimana, pari a circa 5-6 mila euro.
FILO DIRETTO CON L'AFRICA. Secondo la ricostruzione investigativa, c'era un filo diretto con il Marocco: da là arrivava la droga e là finiva gran parte del denaro rivacato dall'attività di spaccio. In Africa, altri componenti di una filiera criminale che i carabinieri presumono piuttosto articolata ed organizzata, reinvestivano il denaro nell'acquisto di ulteriore stupefacente da destinare al mercato Vicentino.
CLIENTI MINORENNI. Una parte della droga era ceduta "all'ingrosso" a piccoli spacciatori che poi la rivendevano alla loro rete di acquirenti. Un'altra parte, invece, finiva direttamente ai consumatori finali, perlopiù giovani italiani di buona famiglia residenti in particolare nelle valli dell'Agno e del Chiampo. Una quindicina di persone, tra cui molti minorenni, sono state segnalate alla prefettura quali assuntori di sostanze stupefacenti.
I carabinieri stanno valutando se nel "giro" sono coinvolte altre persone.
Marco Scorzato
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