Suona presto l'allarme A 11 anni c'è già chi fuma
SANITÀ. I dati diffusi al convegno organizzato dall'Ulss 4 dedicati alla prevenzione negli istitutiL'8% inizia poco più che bimbo, l'82 tra i 14 e i 17 anni. Ma nelle scuole ora vige il divieto di fumo anche nei cortili. E questo educa
È considerata dall'organizzazione mondiale della sanità "la più grande minaccia per la salute nella regione europea", eppure a 15 anni, il 60% dei ragazzi veneti, e i dati dell'alto vicentino sono assolutamente in linea, dichiarano di avere già provato a fumare, e un quinto di coloro che hanno 18 anni fuma da una a 10 sigarette al giorno.
Non solo, l'82% dei fumatori dichiara di avere iniziato prima dei 18 anni, e questa età si riduce sempre di più. I dati allarmanti sono emersi nel corso di un convegno organizzato dall'Ulss per presentare i risultati del progetto "Scuola libera dal fumo" che coinvolge praticamente tutte le scuole, dell'alto vicentino.
«La maggior parte inizia a fumare dai 14 ai 17 anni - ha spiegato Flavio Banovich, responsabile del servizio di educazione e promozione della salute dell'Ulss 4 -. Ma c'è anche un buon 8% dei ragazzi che prova a fumare a 11 anni. Per questo, supportati da normative di legge che hanno consentito di essere più severi nell'ambito del divieto del fumo nei luoghi pubblici, abbiamo pensato che fosse necessario intervenire su questo fenomeno coinvolgendo la scuola».
E infatti, oltre ai dati che indicano come il fenomeno del tabagismo sia ancora un allarme per le giovani, c'è da riscontrare che la scuola, sta diventando sempre più "libera dal fumo". Non solo all'interno, come dice la legge, ma anche nei cortili. Se nel 2005 erano il 20% le scuole superiori dell'alto vicentino che si potevano considerare "libere dal fumo", adesso sono la totalità.
«La scuola è lo spazio privilegiato per promuovere una cultura del benessere - ha commentato Giuliana Ferretto, assistente sanitaria -. Se da un lato la scuola è il luogo dove spesso si inizia a fumare, è anche vero che è il luogo privilegiato per l'educazione. Abbiamo cercato di accompagnare i ragazzi verso una consapevolezza del rischio del fumo attraverso azioni di tipo educativo e di tipo normativo».
Un aspetto cruciale è stato coinvolgere il consiglio di istituto e di inserire nel regolamento della scuola il divieto di fumo anche all'esterno.
«Siamo partiti col dire che non si fuma all'interno, come dice la legge, per poi promuovere politiche contro il tabagismo ed infine inserire il regolamento delle aree esterne - precisa Franco Santacatterina, tecnico della prevenzione e servizio di igiene e sanità pubblica -. E se nel 2006 la maggior parte delle superiori, pur dichiarandosi libere dal fumo riservavano una zona del cortile ai fumatori, ora la tendenza si sta invertendo, con la maggior parte delle scuole libere totalmente da fumatori».
Marita Dalla Via
Marita Dalla Via
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