Omosessuali/2

Il Sinodo Valdese ha detto cose ben diverse e le citazioni vanno fatte con un po' più di precisione
31/08/2010

Scrivo in risposta al signor Sergio Benetti di Dueville che nel GdV di oggi ha commentato le decisioni del Sinodo Valdese in una sua lettera dal titolo “I cattolici non possono approvare queste unioni”, riferito in modo particolare alla decisione del Sinodo di concedere alle coppie omosessuali la benedizione del pastore.
Credo che la lettera parta male già dal titolo: ma ai valdesi dei cattolici non importa molto, e ai cattolici dei Valdesi non dovrebbe importarne nulla se all'interno delle loro Chiese il pastore benedice l'amore di una coppia omosessuale (il che non significa matrimonio, che è altra cosa, ma questo il signor Benetti bada bene a non precisarlo).
I cattolici come il signor Benetti, se guardassero in casa loro, forse troverebbero, si là dentro molte dicotomie tra il messaggio di Gesù e la pratica. E sopratutto scoprirebbero che sono tante le cose che i valdesi non approvano del culto cattolico.
Questo vale anche quando il signor Benetti suppone che la “mossa” del Sinodo sulla benedizione sia finalizzata all' incremento dell' 8 per mille. A differenza della Chiesa cattolica, chi sceglie di donare l'8 per mille ai Valdesi, sa già in partenza a che cosa esso andrà, perchè ogni anno i valdesi dichiarano a cosa va tutto l'8 per mille. Ed è tutto pubblicato sul sito dei valdesi. L’autore delal lettera sa che solo il 20 per cento dell' 8 per mille riservato alla Chiesa cattolica va in opere di Carità? E il resto? Eppure negli spot pubblicitari “sembra” che tutto vada in aiuti.
Tornando alla decisione “sconcertante”; la benedizione e non matrimonio delle coppie omosessuali valdesi, la lettera cita solo una parte del documento Sinodale, quella più comoda, dimenticando (volutamente?) della parte più interessante. Eccola: il Sinodo “consapevole del fatto che la benedizione, nel contesto esclusivamente liturgico e pastorale delle nostre chiese, testimonia un riconoscimento ed una condivisione annunciata e proclamata della Grazia di Dio rivolta ad ogni creatura umana, esprime con forza la sua convinzione che le parole e la prassi di Gesù, così come esse ci sono testimoniate negli Evangeli, non possono che chiamarci all’accoglienza di ogni esperienza e di ogni scelta improntate all’amore quale dono di Dio, liberamente e consapevolmente vissuto e scelto”.
Credo che per qualsiasi Cristiano degno di questo nome queste parole siano assolutamente condivisibili.
Quanto poi al riferimento a Lutero, questi si sarebbe interrogato, come fanno quotidianamente i valdesi. E quanto alle citazioni di Paolo ai Romani, a parte che c’è un’imprecisione, (si tratta infatti in Romani 1/26) dovrebbe completare la citazione dicendo a chi è riferita: ovvero ai pagani che non hanno riconosciuto il Dio Cristiano. E , a veder bene, nelle passioni infami a cui Dio avrebbe abbandonato coloro che non l'hanno riconosciuto (Romani 1/29) ci sarebbe da mettere una bella fetta anche di coloro che attualmente si dichiarano a gran voce seguaci di Cristo e che stanno tra quelli che non approvano. E sempre per stare in tema per comodità, come mai non ha citato sempre il passo di Paolo in cui la castità non è un obbligo? Dio, signor Benetti, ama tutti.
Quanto poi a collegare i 150 anni della Repubblica con la richiesta del Sinodo di togliere il crocifisso dai luoghi pubblici, mi permetta di dirle che le due cose non hanno alcuna attinenza. Semmai la richiesta della rimozione del crocifisso è legata sia alla sentenza di Strasburgo che soprattutto al “deplorevole uso strumentale che del crocifisso è stato fatto, e continua ad essere fatto”.
E noi non siamo qui per giudicare. Lo sapete bene.
Diego Bovo, Bolzano




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