Riduzione dei tribunali, salve le zone della mafia
Via libera, dal Consiglio dei ministri, alla razionalizzazione degli uffici giudiziari e, dunque, al taglio dei tribunali - senza esuberi - con la sola esclusione di sei sedi, rispetto alle originarie 37 individuate nella lista di quelle da sopprimere, che rimarranno aperte in zone ad alta densità mafiosa. Contro il provvedimento - che potrà essere cambiato nei prossimi due anni - e contro il Guardasigilli, Paola Severino, che lo ha fortemente voluto, si sono subito scagliati parlamentari di tutte le estrazioni. Da esponenti di centrodestra, centrosinistra e leghisti si sono levate campanilistiche grida di protesta per la chiusura di circa mille uffici nei territori dei bacini elettorali. Tiepida sulle modifiche l'Oua, che non ritira lo sciopero degli avvocati di settembre. Positivo, invece, il giudizio di Confindustria. Chiuderanno, dunque, almeno per ora e sulla carta, 220 sedi distaccate di tribunali e 667 uffici di giudici di pace (rimangono aperti quelli nelle isole minori). Salvati dalla mannaia, invece, i tribunali siciliani di Caltagirone e Sciacca; quelli calabresi di Castrovillari (dove sarà accorpato il tribunale di Rossano), Lamezia Terme e Paola; quello laziale di Cassino, al quale sarà accorpata la sezione distaccata di Gaeta. Nella lotta alla mafia, ha detto il ministro Severino, il governo «non intende in alcun modo arretrare nemmeno sul piano simbolico». «Per questo sono state espunte dall'iniziale elenco, le sedi in zone ad alta concentrazione di criminalità organizzata». Tra i primi a scendere in campo, a gamba tesa, c'è il coordinatore dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri che vuole la «cacciata» della Severino. Correzioni chiede il presidente della Commissione giustizia del Senato Filippo Berselli che lamenta la chiusura dei Tribunali di Chiavari e di Bassano del Grappa: « per i rispettivi nuovi Tribunali era stata spesa la somma di 14 e di 12 milioni di euro». Segue il governatore leghista del Piemonte Roberto Cota: «Al Nord non è stato salvato neanche un tribunale». Sulla stessa linea il governatore leghista del Veneto Luca Zaia: «Se vogliono salvare solo i tribunali del sud, se li paghino con i loro soldi e non con quelli dei veneti».


















